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La morte di David Bowie è stata un suicidio assistito

Sette giorni fa, David Bowie, pseudonimo di David Rober Jones, avrebbe compiuto 75 anni.
Nato a Londra l’8 Gennaio del 1947, è stato un cantautore, polistrumentista e attore, uno degli artisti più influenti degli ultimi cinquant’anni. Con circa 140 milioni di album venduti in vita, è stato considerato dalla rivista statunitense Forbes il quarto cantante più ricco al mondo. (Continua a leggere dopo la foto)morte di David Bowie

La morte del grande David Bowie risale al 10 gennaio 2016 a causa di un tumore al fegato. La malattia che lo ha accompagnato per 18 lunghi mesi, ha portato Bowie alla decisione di porre fine al suo trattamento contro il cancro. Decisione che è stata tenuta nascosta perfino ad alcuni amici più stretti lasciando così, tutti i suoi fans increduli davanti alla notizia della sua morte.

Il portavoce di Bowie: “David se n’è andato in pace, circondato dalla sua famiglia”

A quanto noto, proprio durante le riprese del video per la canzone Lazarus, presente nel suo ultimo album “BlackStar”, è stato riferito a Bowie che il cancro diagnosticato a metà del 2014 si era diffuso in tutto il suo corpo, entrando in fase terminale. Proprio in questa occasione, il Duca Bianco ha preso la decisione di porre fine alle cure contro il tumore. ”BlackStar”, il suo ultimo album è stato pubblicato l’08 gennaio 2016, il giorno del suo 69° compleanno.

Due giorni dopo la pubblicazione dell’album, nella notte tra il 10 e l’11 gennaio, il cantante è stato trovato morto improvvisamente in una località non nota ma presumibilmente in una clinica oncologica di New York, dove si ipotizza che si sia avvalso di una programmata pratica di eutanasia, non legale nello stato di New York.

La notizia della scomparsa, è stata divulgata nel suo profilo ufficiale proprio dal portavoce: “David Bowie è morto serenamente oggi circondato dalla sua famiglia dopo una coraggiosa battaglia di 18 mesi con il cancro. Mentre molti di voi condivideranno questa perdita, vi chiediamo di rispettare la privacy della famiglia durante il loro periodo di dolore.”

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“Blackstar”: un addio in grande stile e un messaggio nascosto

David Bowie aveva condiviso la notizia della sua malattia solo a pochi amici e ad alcuni familiari. Nessun collaboratore che lavorava con lui nella produzione dell’album era a conoscenza della diagnosi fino al decesso dell’artista. L’autrice Leslie-Ann Jones, in un intervista alla BCC ha dichiarato: “Chiunque lo abbia aiutato in questa missione e come sia stata portata a termine non sarà mai rivelato. Sono sicura che non abbia coinvolto familiari e amici per proteggerli.”

Il Duca Bianco, inoltre, prima della sua morte aveva confidato allo storico produttore e intimo amico  Tony Visconti la vera natura di gran parte dei testi dei brani inediti contenuti in Blackstar. In quasi tutti i testi, vi sono chiari riferimenti alla malattia della star e all’eventualità di una morte imminente. La pubblicazione dell’album perciò è stata considerata come una sorta di testamento spirituale.

La cremazione di David Bowie e la sua richiesta di un rituale buddista

Bowie aveva più volte ribadito di volersene andare in silenzio, senza troppo clamore e confusione. Il 14 gennaio 2016, l’artista David Bowie è stato cremato nel New Jersey, secondo le sue disposizioni. Senza nessun amico né familiare: “Erano le sue ultime volontà”. Il testamento, è stato reso noto il 29 gennaio 2016  da alcuni quotidiani. Disponeva la cremazione della salma e la dispersione delle ceneri nell’isola di Bali luogo che Bowie aveva visitato più volte, oppure un altro luogo a scelta più vicino purché venisse rispettato il rituale buddista.

Ad ogni modo, per motivi di privacy, nessun ospedale di New York specializzato in oncologia si è mai sbilanciato a dire se nell’ultimo anno prima della morte di David Bowie, quest’ultimo fosse stato fra i pazienti. Silenzio che rimane negli anni, anche da parte dell’ufficio del medico legale che dovrebbe avere certificato il decesso.

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