Notte di violenza a Cologno Monzese, nell’hinterland est di Milano. Un gruppo di una quindicina di giovani a volto coperto, armati di mazze da baseball, machete e almeno una pistola, ha aggredito due ragazzi peruviani nella serata di martedì 7 ottobre. Uno è finito in sala operatoria per profonde ferite da taglio, l’altro in pronto soccorso con un’ogiva conficcata sotto il cuoio capelluto. Gli sviluppi sono nella sezione Cologno Monzese.

L’allarme alle 23.20
Il primo allarme è scattato alle 23.20 in via Fratelli Perego, con la chiamata al 112 per soccorrere Javier, 19 anni, peruviano residente a Cernusco sul Naviglio, che si era rifugiato in un locale per sfuggire all’agguato e chiedere aiuto. Aveva tagli profondi a braccia e gambe, alcuni dei quali potrebbero essere da difesa: è stato accompagnato in codice giallo all’ospedale San Gerardo di Monza.
Le telefonate dei residenti
Nel frattempo i residenti della zona avevano già telefonato ai carabinieri per segnalare quella che sembrava una maxi rissa. I loro racconti si somigliano: “Spari, gente con mazze a rincorrere connazionali chiusi in auto”, “prima ho sentito gli spari e dopo urla fortissime”.
Quindici contro uno
Quando sono arrivati i militari della Tenenza di Cologno e del Radiomobile di Sesto San Giovanni non hanno trovato più nessuno. Dai primi accertamenti è emerso che Javier era stato accerchiato da circa quindici sudamericani a volto coperto, di età presumibilmente compresa tra 16 e 20 anni.
Il secondo ferito
Sei minuti dopo un altro equipaggio dell’Areu ha soccorso Alexander, 18 anni, peruviano che vive in zona Quarto Oggiaro, a Milano. Si trovava a circa un chilometro dal primo intervento e ha riferito di essere scappato dal parco di via Brescia, a due passi da via Fratelli Perego. Ha raccontato di non frequentare abitualmente la zona e di essersi imbattuto all’improvviso in un gruppo di ragazzi armati di bottiglie di vetro. Poi il rumore degli spari lo avrebbe spinto a fuggire, e un colpo gli ha lasciato sotto i capelli un’ogiva calibro 7,65.
Le ipotesi degli investigatori
I raid di gruppo e le armi utilizzate orientano gli inquirenti verso il mondo delle bande giovanili sudamericane, le cosiddette pandillas, e fanno pensare a una spedizione punitiva o a un regolamento di conti. Poiché i due giovani aggrediti sono incensurati, non si esclude tuttavia che i fatti possano rientrare in uno scenario di rito di iniziazione di un nuovo affiliato o di una scorribanda per marcare il territorio. Cologno è già stata più volte teatro di scontri tra membri di gang avversarie. Per ora, però, non ci sono responsabili identificati e quelle sono soltanto ipotesi.
Le telecamere e i prossimi passi
Nelle prossime ore i carabinieri risentiranno i feriti per ricostruire con esattezza l’intera dinamica e mettere a verbale eventuali particolari utili a identificare gli aggressori. Un aiuto potrebbe arrivare anche dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, che potrebbero aver ripreso i raid o la via di fuga del gruppo.
Modalità simili a un altro episodio
Il quotidiano ricorda che il gruppo si è mosso con modalità analoghe a quelle del 26 maggio scorso, quando sui binari della stazione Certosa di Milano il ventiduenne Gianluca Ibarra Silvera venne rincorso e accoltellato a morte. Al momento non è stato accertato alcun legame tra i due episodi.
Fonte: Il Giorno, articolo di Laura Lana e Nicola Palma