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Antonio Tizzani processo: la colf rivela un episodio inquietante avvenuto dopo il delitto di Gianna Del Gaudio

Processo Antonio Tizzani: inquietante testimonianza di una colf sentita dagli inquirenti, la quale sostiene che l’uomo, unico imputato per l’omicidio della moglie Gianna Del Gaudio, avrebbe tentato un approccio con lei e manifestato nei suoi riguardi atteggiamenti possessivi, minacciosi e violenti nel periodo successivo al delitto della professoressa in pensione.

antonio tizzani serial killer

Antonio Tizzani, le rivelazioni della colf: episodio incredibile dopo il delitto di Gianna Del Gaudio

Tra i testimoni sentiti dai giudici, lo riporta il settimanale Giallo, alcuni avrebbero confermato la tesi dell’accusa secondo la quale Antonio Tizzani sarebbe stato violento, non solo verbalmente, con la moglie. La sera dell’omicidio, consumatosi il 26 agosto 2016, Gianna Del Gaudio sarebbe stata brutalmente sgozzata dal marito al culmine di una violenta lite. Giallo a tal proposito riporta la testimonianza di Georgeta Stojan, baby sitter che avrebbe lavorato in casa Tizzani dopo il delitto: «Ho conosciuto Antonio a metà agosto 2017, quando mi diede un passaggio in auto. Mi disse che la moglie era morta e che aveva bisogno di una colf. Così ho iniziato a lavorare da lui a settembre: giorno e notte. Avevo una camera da letto per me, ma dopo qualche giorno mi disse che aveva paura a dormire da solo a mi invitò nel suo letto. Cercò di abbracciarmi e io rifiutai. Un giorno uscii con dei miei amici e lui iniziò a chiamarmi e a dire di tornare a casa. Quando arrivai era furioso e geloso. Durante un litigio mi minacciò di tagliarmi le dita. Allora mi chiusi nella mia stanza fino a sera. Il giorno dopo discutemmo di nuovo, poi feci la valigia per andarmene …».

Antonio Tizzani nuove dichiarazioni

Tre Dna sconosciuti sulla scena del crimine: il giallo di Seriate si complica

Durante il processo presso la Corte d’assise di Bergamo, in merito ai tre Dna ignoti rinvenuti nell’ambito delle indagini, l’ufficiale dei Ris ha dichiarato:«Le tre nuove tracce biologiche ignote non corrispondono a quelle presenti nella banca dati italiana del Dna né con quelli già controllati durante le indagini, quindi non è semplice stabilire a chi possano essere riconducibili e se sono contestuali al delitto». Uno dei succitati profili genetici è stato rinvenuto sulla lama del taglierino che ha ucciso la ex professoressa, un altro è stato isolato nei guanti in lattice trovati sotto la siepe insieme all’arma a pochi isolati di distanza dalla villetta dei Tizzani, e un terzo Dna era sotto le unghie della vittima. Tutti e tre non sarebbero riconducibili ad Antonio Tizzani, unico imputato al processo e accusato del delitto.

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