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Open Arms, Conte cercò di convincere Salvini a far sbarcare almeno i minori

Il processo contro Matteo Salvini deve essere fatto: 114 pagine compongono l’atto d’accusa con il quale il Tribunale dei ministri di Palermo ha chiesto al Senato l’autorizzazione a citare in giudizio il numero uno della Lega per sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio. Il caso è noto: lo scorso agosto, sotto comando del leader del Carroccio, 264 migranti sono stati trattenuti a bordo della Open Arms in zona Sar libica. Secondo i nuovi elementi emersi, però, tra il 14 e il 17 agosto 2019 il presidente del Consiglio Giuseppe Conte avrebbe sollecitato più volte di concedere lo sbarco per tutte le persone bloccate sulla nave umanitaria, tra cui diversi minori non accompagnati.

Open Arms, Conte chiese a Salvini di far sbarcare i minori

Quale fu il ruolo del presidente Conte? Stando a quanto emerso dagli ultimi elementi, durante i giorni in cui la nave rimase bloccata davanti a Lampedusa, Conte chiese diverse volte lo sbarco immediato, almeno, dei minori a bordo. Nella richiesta di autorizzazione a procedere, di cui è entrata in possesso l’Adnkronos, si legge che lo scorso 14 agosto il Premier Conte avesse invitato Salvini “ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti sull’imbarcazione”. Alla nota, però, il leader della Lega rispose che “ogni responsabilità al riguardo, evidenziando che i minori a bordo della nave spagnola dovevano ritenersi soggetti alla giurisdizione dello Stato di bandiera anche con riferimento alla tutela dei loro diritti umani e che- inoltre- non vi erano evidenze per escludere che gli stessi viaggiassero accompagnati da adulti che ne avevano la responsabilità, comunque ricadente sul comandante della nave”.

Non solo: nel documento si afferma che “È dello stesso giorno la nota di risposta del ministro Salvini alla richiesta, avanzata congiuntamente in data 8.8.2019 dal Presidente del Tribunale per i Minori di Palermo e dal Procuratore della Repubblica presso lo stesso Tribunale, di informazioni circa i provvedimenti che il Governo intendesse adottare con riferimento ai minori non accompagnati trasportati a bordo della Open Arms: nota con cui il ministro dell’Interno, ribadendo la sussistenza della giurisdizione spagnola in materia, tornava a declinare ogni competenza ad assumere provvedimenti in ordine alla protezione di detti soggetti”.

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Lo sbarco a Lampedusa ordinato dalla magistratura

A quel punto la nave battente bandiera spagnola era entrata in acque italiane. Per questo il 16 agosto il presidente Conte ribadiva la “necessità di autorizzare lo sbarco immediato dei minori presenti a bordo della Open Arms, anche alla luce della presenza della nave al limite delle acque territoriali”. Secondo Conte, infatti, alla luce dei fatti la politica che il Viminale portava avanti avrebbe potuto configurare come un “illegittimo respingimento” dei migranti. Il Presidente, inoltre, “aggiungeva di aver già ricevuto conferma dalla Commissione europea della disponibilità di una pluralità di Stati a condividere gli oneri dell’ospitalità dei migranti della Open Arms, indipendentemente dalla loro età”, considerando quindi non solo i minori, ma tutti i presenti a bordo della nave.

Ma il giorno successivo, il 17 agosto, Salvini rispondeva “assicurando che, nonostante non condividesse la lettura della normativa proposta dal Presidente Conte, suo malgrado avrebbe dato disposizioni tali da non frapporre ostacoli allo sbarco dei presunti minori a bordo della Open Arms, provvedimento che definiva, comunque, come di esclusiva determinazione del Presidente del Consiglio”. Fu poi il Procuratore di Agrigento Patronaggio a ordinare lo sbarco per una emergenza sanitaria a bordo.

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Open Arms, Salvini accusato di sequestro di persona e abuso in atti d’ufficio

Sequestro di persona, abuso di atti d’ufficio, violazione delle convenzioni internazionali: a oggi i giudici ritengono che l’unico soggetto da imputare per aver tentato di bloccare lo sbarco dei naufraghi sia l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il leader del Carroccio, stando a quanto dimostrato dallo scambio di email con il Presidente Conte, sembra aver agito in totale autonomia. “La condotta omissiva ascritta agli indagati, consistita nella mancata indicazione di un Pos (porto sicuro) alla motonave Open Arms, è illegittima per la violazione delle convenzioni internazionali e dei principi che regolano il soccorso in mare, e, più in generale, la tutela della vita umana, universalmente riconosciuti come ius”, scrivono infatti i giudici. Archiviata invece la posizione di Matteo Piantedosi, capo di gabinetto del Viminale, indagato per gli stessi reati del numero uno della Lega.

La Giunta delle immunità del Senato si esprimerà sul caso Open Arms entro il prossimo 3 marzo. La decisione è dell’ufficio di presidenza della Giunta, che riunitosi oggi ha definito il calendario dei lavori: dopo la prima riunione di giovedì 6, entro il prossimo 17 febbraio la giunta potrebbe sentire in audizione Matteo Salvini. Il giorno successivo, poi, alle ore 13 ci sarà la risposta del relatore; il 19, invece, comincerà la discussione che si concluderà giovedì 20.

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