
Ha lasciato il lavoro a 36 anni, smesso di puntare la sveglia e archiviato per sempre lo stress da ufficio. Oggi vive senza orari, senza capi e con una libertà totale. È la storia di una donna di Thalwil, nel Canton Zurigo, che ha raccontato la sua scelta al Tages Anzeiger, diventando uno dei volti più emblematici del movimento FIRE in Svizzera.
La protagonista, oggi 37enne, ha lavorato per dieci anni in Google prima di decidere di lasciare tutto e “andare in pensione” con largo anticipo. Una decisione maturata dopo anni di pianificazione finanziaria e investimenti mirati, ma anche grazie a una riflessione più profonda sul tempo, sul benessere personale e sul senso stesso del lavoro.
Cos’è il movimento FIRE e perché sempre più persone lo seguono
La scelta della donna di Thalwil si inserisce nel solco del movimento FIRE, acronimo di Financial Independence, Retire Early (indipendenza finanziaria, pensione anticipata). L’idea alla base è semplice ma radicale: risparmiare e investire in modo sistematico una parte molto consistente del proprio reddito per poter vivere, in futuro, esclusivamente dei rendimenti del capitale.
Chi segue questa filosofia mira a mantenere un tenore di vita sostenibile anche senza uno stipendio, riducendo al minimo le spese superflue e puntando su investimenti a lungo termine.
La svolta: “Ho capito che potevo smettere di lavorare”
La decisione definitiva è arrivata il 31 gennaio 2024. «Ho aggiornato il mio tracker finanziario e mi sono resa conto che, secondo la regola del 4% del movimento FIRE, avevo accumulato abbastanza capitale per lasciare il lavoro», ha raccontato.
Secondo questa regola, chi raggiunge l’indipendenza finanziaria può prelevare ogni anno il 4% del capitale investito senza rischiare di esaurirlo nel lungo periodo.
A rafforzare la scelta c’è stato anche un fattore personale: il suo compagno è più grande di lei di 17 anni e il desiderio era quello di uscire insieme dal mondo del lavoro e condividere finalmente il tempo.
“Abbiamo detto: proviamoci”
«A San Valentino scherzavamo su quanto sarebbe stato bello essere in pensione – ha raccontato – e io ho detto: “Proviamoci”. Un mese dopo abbiamo dato le dimissioni». Da quel momento è iniziata quella che lei definisce una “mini-pensione”.
In poco tempo la coppia ha percorso il Cammino di Santiago, viaggiato in Australia e Brasile e, per la prima volta dopo anni, la donna ha persino sottoscritto un abbonamento in palestra. Ma il cambiamento più significativo è stato un altro.
«Mi sono liberata dello stress legato al lavoro. Non dormivo così bene da anni», ha spiegato. Un miglioramento netto del benessere psicofisico, che non si è tradotto però in noia o apatia.
Niente noia e nuove attività
«Pensavo che lavorare mi sarebbe mancato, o che sarei stata sempre iperattiva per non annoiarmi. Invece non è successo», ha raccontato. Oggi il suo tempo è diviso tra relazioni personali, sport, lettura, mentoring e coaching.
Inoltre, si dedica anche al volontariato per una start-up, mantenendo un contatto attivo con il mondo professionale, ma senza le pressioni di una carriera tradizionale.
Uno stipendio elevatissimo, ma anche disciplina finanziaria
Il percorso verso l’indipendenza finanziaria è stato possibile anche grazie a uno stipendio fuori dalla norma. «Ho lavorato dieci anni in Google, ho ricevuto diverse promozioni e il mio ultimo ruolo era quello di Senior Program Manager», ha spiegato.
Il suo reddito annuo arrivava a 320mila franchi svizzeri. Tuttavia, la donna sottolinea che la vera svolta non è stata solo guadagnare molto, ma gestire con attenzione il denaro.
Dal 2018 ha iniziato a tracciare ogni spesa: «Ci vogliono due o tre minuti a settimana». Gli investimenti sono stati indirizzati esclusivamente verso ETF globali, ampiamente diversificati e a basso costo.
“Fare shopping non mi diverte”
Uno degli elementi chiave del suo successo è stato uno stile di vita sobrio, mai percepito come un sacrificio. «Vivere in modo minimalista per me è sempre stato più una questione di carattere che di necessità», ha spiegato.
«Non ho mai rinunciato a qualcosa solo per risparmiare. Fare shopping non mi diverte e non soffro della cosiddetta inflazione dello stile di vita, per cui si aumenta continuamente il proprio tenore di vita con l’aumentare del reddito».
Un possibile ritorno al lavoro, ma a nuove condizioni
A distanza di un anno e mezzo dalle dimissioni, la 37enne non esclude un ritorno nel mondo del lavoro, ma con un approccio completamente diverso. «Per me FIRE oggi significa Financial Independence, Relaxed Employment: indipendenza finanziaria e lavoro rilassato», ha spiegato.
L’obiettivo ora è trovare un impiego che copra le spese di vita, senza pressioni e senza rinunciare alla libertà conquistata. «Per me è più importante per chi lavoro che la posizione o il guadagno», ha concluso.
