
Quando viene a mancare un pensionato o un lavoratore assicurato, uno dei principali strumenti di tutela economica per i familiari è la pensione ai superstiti. Si tratta di un trattamento previdenziale riconosciuto dall’INPS che consente a coniugi, figli e altri parenti aventi diritto di continuare a percepire una quota della pensione maturata dal defunto.
Nel linguaggio comune si parla spesso di pensione di reversibilità, ma in realtà esistono due tipologie distinte: la pensione di reversibilità e la pensione indiretta. Capire la differenza tra le due, chi ne ha diritto e come viene calcolato l’importo è fondamentale per evitare errori o aspettative sbagliate.
Leggi anche: In pensione a 36 anni grazie al metodo FIRE: la storia sorprende tutti
Che cos’è la pensione ai superstiti
La pensione ai superstiti è un trattamento economico riconosciuto dall’INPS in caso di decesso:
– di un pensionato: in questo caso si parla di pensione di reversibilità;
– di un assicurato non ancora pensionato: in questo caso si parla di pensione indiretta.
Nel primo caso, la prestazione deriva da una pensione già in pagamento; nel secondo, invece, si basa sui contributi versati dal lavoratore deceduto nel corso della sua vita lavorativa.
Leggi anche: Età pensionabile, nuova mazzata: si lavora di più e si va in pensione sempre dopo
Differenza tra pensione di reversibilità e pensione indiretta
La pensione di reversibilità spetta quando il defunto era già titolare di una pensione INPS. L’importo riconosciuto ai superstiti è una percentuale della pensione percepita dal dante causa.
La pensione indiretta, invece, è riconosciuta se il lavoratore deceduto non era ancora pensionato, ma aveva maturato specifici requisiti contributivi. In particolare:
– almeno 15 anni di contributi; oppure
– almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nei 5 anni precedenti al decesso.
Chi ha diritto alla pensione ai superstiti
I beneficiari della pensione ai superstiti sono individuati dalla normativa previdenziale e seguono un preciso ordine di priorità.
Hanno diritto:
– il coniuge o la parte dell’unione civile;
– il coniuge separato;
– il coniuge divorziato, a condizione che percepisca l’assegno divorzile, non si sia risposato e che il rapporto assicurativo del defunto sia iniziato prima della sentenza di divorzio.
In presenza di figli, hanno diritto:
– figli minorenni;
– figli maggiorenni inabili al lavoro e a carico del genitore;
– figli studenti fino a 21 anni se frequentano scuole o corsi di formazione;
– figli universitari fino a 26 anni, entro la durata legale del corso di studi.
In assenza di coniuge e figli, la pensione può spettare anche a:
– genitori con almeno 65 anni, a carico del defunto;
– fratelli celibi e sorelle nubili, se inabili al lavoro e a carico.
Quanto spetta: le percentuali della pensione ai superstiti
L’importo della pensione ai superstiti non è fisso, ma varia in base al numero e alla tipologia dei beneficiari.
Le principali aliquote sono:
| Beneficiari | Percentuale spettante |
|---|---|
| Coniuge solo | 60% |
| Coniuge e un figlio | 80% |
| Coniuge e due o più figli | 100% |
| Un figlio (senza coniuge) | 70% |
| Due figli | 80% |
| Tre o più figli | 100% |
Per genitori, fratelli e sorelle le percentuali sono più basse e crescono in base al numero dei superstiti aventi diritto.
Pensione ai superstiti e redditi: quando scatta la riduzione
La pensione ai superstiti è cumulabile con altri redditi, ma entro determinati limiti stabiliti dalla legge. Superate alcune soglie reddituali, l’importo può subire una riduzione del 25%, del 40% o del 50%.
Tali limiti non si applicano se nel nucleo familiare sono presenti figli minorenni, studenti o inabili.
La Corte Costituzionale ha inoltre chiarito che la riduzione non può superare l’ammontare dei redditi percepiti dal beneficiario.
Quando decorre la pensione ai superstiti
La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso del pensionato o dell’assicurato, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda.
Come presentare la domanda all’INPS
La domanda di pensione ai superstiti deve essere presentata all’INPS in modalità telematica.
È possibile:
– presentare la domanda online tramite il sito INPS con SPID, CIE o CNS;
– rivolgersi al Contact Center INPS;
– affidarsi a un patronato o a un intermediario abilitato.
Tempi di lavorazione della domanda
Secondo il regolamento INPS sui procedimenti amministrativi, i tempi ordinari di definizione della pratica sono:
– pensione di reversibilità: circa 50 giorni;
– pensione indiretta: circa 55 giorni.
I termini decorrono dalla data di ricezione della domanda completa da parte dell’INPS.
Un sostegno fondamentale per i familiari
La pensione ai superstiti rappresenta una tutela economica essenziale nei momenti più difficili. Conoscere regole, percentuali e limiti permette ai familiari di orientarsi meglio tra diritti e doveri, evitando ritardi o errori nella richiesta.
In caso di dubbi, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o consultare direttamente l’INPS per una valutazione personalizzata della propria situazione.
