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Perché la liquefazione di Forza Italia è una buona notizia per Conte (e non solo)

“Siamo pronti ad assumerci la responsabilità di lavorare, per il bene del Paese, con un governo
molto lontano da noi. Mi piacerebbe che lo volesse fare l’intera opposizione, senza confusione di ruoli con la maggioranza”. Lo afferma Silvio Berlusconi, in una lettera al Corriere della Sera pubblicata sabato scorso, dove si subordina la collaborazione con il governo in questa fase di contrasto del Coronavirus e delle sue ricadute economiche e sociali, alla condivisione di specifici obiettivi. Insomma, il Cavaliere ha le idee chiare, a differenza dei suoi alleati storici, Salvini e Meloni.

silvio berlusconi

Silvio Berlusconi, lo schiaffo a Salvini

Silvio Berlusconi frena anche sulla federazione del Centrodestra proposta da Salvini. “E’ da sempre che lavoriamo per l’unità del Centrodestra”, dice. Traspare tutta l’irritazione per la campagna acquisti leghista tra le file di Forza Italia. I retroscena descrivono un Berlusconi comunque tranquillo e deciso ad andare avanti sulla strada della collaborazione istituzionale. La coalizione non è una sua priorità, anche se ricorda allo stesso Salvini che è stato lui a crearla e a difenderla, sempre. Anche quando Salvini si è trasformato in sovranità anti-europeista, salvo fare l’ennesima giravolta nelle ultime settimane. Non è in discussione l’appartenenza di Forza Italia al centrodestra, ma è in discussione la linea politica che le due forze politiche più forti nei numeri hanno imposto a quel che resta della coalizione.

“Forza Italia ha deciso di rispondere positivamente all’appello del Capo dello Stato alla collaborazione istituzionale –  prosegue il Cav nella lettera al Corriere – È una scelta per noi naturale, addirittura scontata, come è scontato che non si tratta di sostegno politico ad un governo che non approviamo e ad una maggioranza i cui valori e i cui programmi sono incompatibili con i nostri”. Lo afferma Silvio Berlusconi in una lettera al Corriere della Sera dove aggiunge che “questo non mette in discussione la nostra appartenenza al centro-destra, che non soltanto è la nostra casa, una casa che noi abbiamo fondato e fatto crescere anche a costo di grandi sacrifici, ma che senza di noi non potrebbe mai vincere e tantomeno governare. Non è pensabile, in un grande Paese europeo, un centro-destra di governo che non abbia una forte caratterizzazione liberale”.

Questo non vuole dire, però, che Berlusconi sia pronto a fare subito il salto del fosso e lanciare una ciambella di salvataggio alla maggioranza giallorossa per un 2021 che si prospetta esplosivo, per le ricadute economiche della pandemia. E su questo concorda anche Zingaretti.  “Non esiste un’ipotesi di cambio di maggioranza, di cambio nel governo o di coinvolgimento nel governo di Forza Italia”, dice il segretario Dem. Che poi aggiunge: “Di fronte a quanto sta accadendo dobbiamo limitare lo spazio delle polemiche e degli scontri e ritrovare, almeno sulle scelte fondamentali, un’unità del Paese. Serve una collaborazione con tutte le opposizioni”.

Perché la liquefazione di Forza Italia può essere utile a Conte e non solo a lui

La presa di distanza di Berlusconi da Salvini e Meloni potrebbe però essere un grande vantaggio per il premier Conte. La liquefazione di Forza Italia come partito, infatti, apre nuovi scenari nella destra moderata, già in subbuglio per la deriva sovranista e populista imposta dal duo Salvini-Meloni. E popolata di nuovi e interessanti soggetti, dalla neonata Buona Destra di Filippo Rossi ad Azione di Carlo Calenda, che non può considerarsi “sinistra”. E torniamo a quel che afferma il Cav: “Non è pensabile, in un grande Paese europeo, un centro-destra di governo che non abbia una forte caratterizzazione liberale”.

Verissimo. E forse è arrivato il momento di superare le vecchie bandiere e dare vita ad un nuovo contenitore, autenticamente moderato e liberale, che sappia dialogare davvero con la raffazzonata maggioranza giallorossa. E la sponda ideale è proprio il premier. Giuseppe Conte ha sempre mantenuto una posizione distaccata dai partiti che sostengono la sua maggioranza. Questo, per il ruolo di premier, ma anche e soprattutto per ritagliarsi un ruolo di politico super partes. Adatto anche ad un governo senza più una connotazione politica forte. Per un breve periodo, su questo ruolo, ha aleggiato il fantasma dell’ex governatore della Bce Mario Draghi.

silvio berlusconi e giuseppe conte

Ma l’apertura di Silvio Berlusconi al dialogo con l’esecutivo guidato dal professore di Foggia, apre uno scenario nuovo. Nel caso la situazione dovesse precipitare al punto da dover sostituire la compagine di governo attuale con una di autentica “emergenza” nazionale, allora i moderati, con Berlusconi e quel che resta di Forza Italia in testa, saranno decisivi. Un Conte tris, con un profilo di autentica unità nazionale, non è fantascienza. E metterebbe all’angolo i fautori del populismo becero che, nel campo dell’opposizione, hanno emarginato i moderati e la buona politica. >> I retroscena di politica italiana

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