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Regionali 2020, in Toscana si prevede uno scontro all’ultimo voto

La Toscana è destinata a interpretare lo stesso copione dell’Emilia Romagna: nonostante una cultura e una tradizione di centrosinistra, in queste elezioni regionali 2020 si combatterà un duello all’ultimo voto con il centrodestra. A dimostrarlo è un recente sondaggio riportato da La Stampa e commissionato dal Partito Democratico in Toscana. Un vento di novità, poi, potrebbe travolgere le Marche.

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Regionali 2020 Toscana, testa a testa per Ceccardi e Giani

Secondo quanto riportato dal sondaggio, la coalizione di centrosinistra guidata da Eugenio Giani si attesterebbe intorno al 42,5%, mentre quella della giovane leghista Susanna Ceccardi intorno raggiungerebbe il 43%. Se si guarda i singoli candidati governatori, invece, Giani sarebbe compreso tra il 40 e il 44%, mentre Ceccardi tra il 38 e il 42%. Questo significa che nonostante una forte tradizione “rossa”, anche la Toscana sta aprendo le sue porte a un’infiltrazione proveniente dal centrodestra.

Ciò era già chiaro nel 2019, quando l’avanzata è iniziata durante le elezioni europee. In quel caso, in Toscana era prevalsa la linea del centrodestra sul centrosinistra anche grazie all’andamento più populista di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni, scelta che poi li ha premiati molto. Inoltre, per queste Regionali 2020, bisogna ammettere che alcuni punti di Giani risultano essere un po’ deboli: non è un candidato uscente, non può sfruttare il giudizio positivo dei toscani sull’amministrazione regionale degli ultimi anni e non ha un profilo in grado di attirare gli elettori del bacino 5S e delle sinistra radicale. Tutti questi elementi definiscono una competizione ancora totalmente aperta.

elezioni regionali 2020

Regionali 2020, in Toscana la Lega di Matteo Salvini convince il 24,5%

Inoltre, secondo il sondaggio, la Lega di Matteo Salvini riuscirebbe a conquistare il 24,5%, attestandosi così al secondo posto dietro al Partito Democratico che a sua volta viene dato al 29,5%. Bene anche Fratelli d’Italia, che dovrebbe raggiungere un numero intorno al 9,5% battendo così Italia Viva che, stando alla rilevazione, si fermerebbe attorno al 4,5%. Non è una novità, questa, visto che negli ultimi anni Matteo Renzi non è stato molto amato dalla “sua” Toscana. Emg Acqua, invece, offre uno scenario diverso: il centrosinistra sarebbe in vantaggio di 4 punti sul centrodestra, 45,5% contro 41,5%. Il Movimento 5 Stelle, infine, raccoglierebbe l’8%.

Elezioni regionali 2020

Marche, la sfida è tra Acquaroli e Mangialardi

Il 20 e il 21 settembre non si voterà solo in Toscana però. Alcuni sondaggi hanno analizzato anche l’andamento nelle Marche, un’altra regione amministrata dal centrosinistra da circa 25 anni. Anche qui, il presidente uscente Luca Ceriscioli ha rinunciato a ricandidarsi, lasciando il posto libero a Maurizio Mangialardi, un esponente del Partito Democratico già sindaco di Senigallia e presidente dell’anca Marche. Secondo la rilevazione, al momento Mangiarlardi è conosciuto dal 44% dei cittadini marchigiani e gradito dal 25%.

Sull’altra sponda troviamo Francesco Acquaroli di Fratelli d’Italia, noto al 47% e gradito dal 28%. Acquaroli si era già candidato alle regionali di cinque anni fa, quando però la coalizione si presentò molto divisa. Infine, per il Movimento 5 Stelle corre Gian Mario Mercorelli, conosciuto solamente dal 18% e gradito dal 9%. A loro si uniscono altri cinque candidati, ma il loro livello di conoscenza e di gradimento oggi risulta essere piuttosto contenuto. Con questo quadro, si concretizza la possibilità di un vero e proprio rovesciamento della medaglia: è sostanziale la possibilità che le Marche, dopo tanti anni di amministrazione rossa, possano con queste elezioni cambiare rotta e colore. Il centrodestra, infatti, è accreditato di un vantaggio di oltre 13 punti percentuali rispetto al centrosinistra.

Stimando una partecipazione al voto pari al 59%, Acquaroli potrebbe prevalere sulle preferenze con una percentuale del 49% rispetto a Mangialardi, il quale viene dato al 35,8%. Mercorelli, invece, viene posizionato al 10,1%.

Le Marche potrebbero voler cambiare rotta

Quello che emerge è che il vantaggio di Acquaroli possa essere determinato principalmente dalla forza dei partiti che lo sostengono, più che dalla delusione dell’amministrazione uscente. I giudizi positivi a riguardo, infatti, sono pari al 53% e prevalgono su quelli negativi, il 33%. Tuttavia, il sentimento percepito è quello di voler cambiare la guida della Regione in una fase caratterizzata da un’elevata preoccupazione per la crisi economica. Di conseguenza, le opinioni positive rispetto al governatore uscente sembrano abbandonare il candidato di centrosinistra. C’è da sottolineare poi che in questa Regione non è consentito dare un voto disgiunto tra partito e candidato, e questo potrebbe fare la differenza.

Il 54%, infatti, ammette di desiderare un cambiamento, mentre solo il 30% propende per dare continuità all’amministrazione. Lo stesso vale anche per gli elettori del centrosinistra: il 29% crede sia il momento di invertire la rotta. Questo si riflette anche sulle liste: il sondaggio evidenzia infatti un netto vantaggio della Lega, la quale viene data al 25,7%, seguita da un Partito Democratico accreditato al 19%. Si posiziona poi Fratelli d’Italia con il 16,7%, e il Movimento 5 Stelle con il 10,1%.  >>Tutti gli ultimi sondaggi elettorali

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