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Morte avvelenate dalla ricina, individuato il computer della ricerca: due donne convocate in Questura

02/10/2026 18:44

Proseguono le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate con la ricina nel dicembre 2025 a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Secondo quanto riportato in un aggiornamento in diretta, sarebbe stato individuato il computer su cui è stata effettuata la ricerca sulla ricina.

Pietracatella, il paese al centro delle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita avvelenate con la ricina

Due donne convocate in Questura

Due donne, parenti di due persone già ascoltate nei mesi scorsi, sono state convocate nel pomeriggio di venerdì 2 ottobre negli uffici della Squadra Mobile di Campobasso per essere sentite come persone informate dei fatti, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Larino, che indaga per duplice omicidio aggravato.

Le analisi sui dispositivi sequestrati

Gli investigatori avevano già sequestrato nelle scorse settimane un computer e dieci pen drive nello studio del commercialista Gianni Di Vita, padre di Sara e marito di Antonella, dove lavorava anche la donna. Gli accertamenti, condotti dal personale specializzato dello Sco, hanno riguardato un arco temporale molto ampio, dalla prima accensione dei dispositivi fino al loro ultimo utilizzo, con l’obiettivo di individuare eventuali ricerche online riconducibili al reperimento della ricina da parte delle vittime o di altre persone.

L’attesa per gli esiti di Berlino

Le audizioni proseguono in attesa della consegna dei risultati degli accertamenti affidati al Robert Koch Institut di Berlino, che sta analizzando 131 reperti prelevati in casa, insieme agli alimenti sequestrati nei giorni successivi ai malori che portarono alla morte, il 27 dicembre, la quindicenne Sara e, il giorno seguente, sua madre Antonella.

Un’inchiesta ancora senza indagati

Va sottolineato che l’inchiesta, condotta dalla Procura di Larino, al momento non avrebbe portato all’iscrizione di alcuna persona nel registro degli indagati. Le convocazioni in Questura riguardano persone sentite in qualità di testimoni informati sui fatti, e qualsiasi ricostruzione resta al vaglio degli inquirenti.

Fonte: Leggo.it, IsNews Molise, TgCom24, Il Fatto Quotidiano

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