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Salento spiagge, vietato mangiare il panino portato da casa: è caos tra i bagnanti

Note per le acque cristalline e la calorosa accoglienza le spiagge del Salento rischiano di veder rovinata la propria ‘reputazione’ a causa dei divieti imposti dai lidi. Il buon ‘vecchio’ panino portato da casa da consumare sotto l’ombrellone in una calda giornata di mare è stato, infatti, bandito dagli arenili salentini. A tutto vantaggio della ristorazione locale che, dicono, non vada affatto cauta con i prezzi. Non senza polemiche. Come riportato da Leggo.it, sono state diverse le segnalazioni di malcontento nelle ultime settimane. Leuca, Otranto, solo qualche giorno fa il caso più recente a Porto Cesareo.

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Salento spiagge, vietato portare i panini da casa: prezzi esosi per la ristorazione da lido

A denunciare l’accaduto una famiglia ‘ospite’ di un lido di Torre Lapillo. Invitati a non mangiare in spiaggia cibo preparato fuori dallo stabilimento, i protagonisti della vicenda si sono visti recapitare uno scontrino più che consistente per avere a quel punto ordinato – a detta loro – due friselle. Oltre 30 euro: cifra giustificatissima, secondo i titolari dello stabilimento, per la particolarità del piatto. E mentre le ‘vittime’ del caro prezzi minacciano di andare altrove a discapito del turismo locale, imprenditori e balneari chiedono di esaminare la questione dal loro punto di vista.

«Abbiamo sprecato tempo e denaro per portare il turismo ad alto livello – dice Giuseppe Mancarella, responsabile provinciale di Cna Balneatori – e adesso una polemica estiva può far crollare tutto. In qualsiasi parte d’Italia se si entra in un locale si guardano i prezzi: ogni partita Iva è libera di vendere come vuole, l’importante è che ci sia un listino chiaro e che si paghino le tasse. Non si può condannare nessuno per questo». Quanto al cibo da casa vietato invece: «Non c’è nessuna proibizione in proposito, ma occorre sempre comportarsi in maniera educata e corretta. Un conto è il panino, un altro la teglia con il pranzo preparato a casa. Ci sono questioni di immagine e problemi igienico-sanitari. Qualsiasi cosa cade sulla sabbia potrebbe portare parassiti. Non vedo problemi con il panino, la frutta, una bottiglietta d’acqua».

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«Si possono portare i panini, ma occorre buon senso anche degli utenti»

Anche il presidente di Federbalneari, Mauro Della Valle, interviene sulla vicenda: «Ogni estate c’è la questione della frisella o della fetta di anguria pagate troppo. – afferma – Credo sempre che ci sia un punto di equilibrio: al lido in questione anche gli ombrelloni hanno un loro prezzo sopra la media. Forse non ci sono stati i toni giusti per segnalare il divieto di consumare il panino sotto l’ombrellone. Per noi vale quello che dice l’ordinanza regionale e la legge sulla plastic free approvata di recente. In spiaggia purtroppo non si possono introdurre cibi nelle plastiche o in contenitori in vetro. Si possono portare i panini, ma occorre buon senso anche degli utenti. Nessuno dovrebbe essere fiscale da impedire di consumare un panino, ma l’utente dovrebbe comprendere che dietro un lido c’è un’azienda. Nel mio lido, il Soleluna a San Cataldo, non consentiamo ai clienti di non avere un lettino. È una questione pratica per evitare caos e affollamento. I clienti lo sanno e si regolano di conseguenza».

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Salento spiagge, la difesa degli imprenditori: «Possiamo essere condannati solo se non trasparenti»

«Se entro in un ristorante e vedo che c’è un piatto che non posso permettermi perché lo giudico esoso, non lo prendo. – chiosa infine Alfredo Prete, presidente del Sib (Sindacato Italiano Balneari) e titolare di un lido a San Cataldo – La frisa in questione aveva una tartare di gamberi ed è stata consegnata sotto l’ombrellone. La frisa è diventata come la Pasqua o il Natale: ormai è un’abitudine estiva per fare polemica». E aggiunge: «L’imprenditore si può condannare solo nel momento in cui non è trasparente. Nel Salento c’è un’offerta turistica variegata e i servizi si pagano in base a tante variabili. […] Ci sono tantissimi imprenditori seri che dedicano la vita a queste aziende e nelle spiagge attrezzate si può capire qualche limitazione, in particolare per il cibo da consumare sotto gli ombrelloni. Insomma si può sempre scegliere dove andare». >> Reddito di cittadinanza: i beneficiari assunti come steward nelle spiagge libere

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