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Sara Pedri scomparsa, la chiamavano “terroncella” perché laureata al Sud: nuovi sconcertanti dettagli sul caso

Sara Pedri scomparsa: emergono nuovi sconcertanti particolari sul caso della ginecologa di Forlì di cui si sono perse le tracce lo scorso 4 marzo a Trento, dove lavorava da qualche mese. A renderle note è il settimanale Giallo che ha intervistato Emanuela, sorella della dottoressa 31enne.

Sara Pedri apostrofata “terroncella” in reparto: nuovi dettagli sulle umiliazioni subite

«Sara si era laureata in Calabria e per questo al lavoro veniva denigrata e umiliata. Le offese erano state così tante che era arrivata a mettere in dubbio le proprie competenze». Queste le parole della sorella di Sara a Gian Pietro Fiore che firma l’articolo per Giallo.

«In quell’ambiente di lavoro la nostra Sara era stata trasformata in una donna insicura». Da felice e sicura di sé a donna magra e malinconica. La chiamavano “terroncella” perché si era specializzata in Calabria. Fu lei a raccontarlo via chat ad un amico. Glielo confidò non in modo autoironico: chi la conosce bene sostiene infatti che la giovane ginecologa si stesse convincendo che la sua formazione professionale, in quanto maturata al Sud, fosse di basso livello. La sorella asserisce che Sara era arrivata a colpevolizzarsi e mettere in dubbio le sue competenze professionali.

Trasformazione psicofisica e ‘stress lavorativo’: nuove rivelazioni sulla vicenda

In quell’ambiente di lavoro, la clinica Santa Chiara di Cles, Sara Pedri aveva in pochi mesi subito una trasformazione psicofisica evidente: il suo sorriso si era spento e aveva lasciato il posto all’insicurezza e debolezza. Già poche settimane dopo il trasferimento a Trento i malesseri in reparto iniziavano a farsi sentire. Sulla scorta di quanto denunciato dalla famiglia Pedri, Sara era scivolata nel baratro di uno stress da lavoro tale da indurla a togliersi la vita. È solo una ipotesi  (il suo corpo infatti non è mai stato ritrovato), certo, ma più che plausibile visti gli elementi raccolti dalla Procura che sta cercando di far luce sul caso.

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La ginecologa veniva apostrofata in quel modo spregiativo e soffriva per questo. «Qua ogni angolo che giri è un test di valutazione», confidava ad un amico nella chat che il settimanale Giallo pubblica in esclusiva (vedi foto sotto). A tal punto che parlando di sé Sara si definiva una “terroncella da raddrizzare” agli occhi dei colleghi. Uno stato di prostrazione, il suo, che potrebbe verosimilmente averla sopraffatta in modo letale.

Scomparsa Sara Pedri: la scheda di Chi l’ha visto?

Sesso:F
Età:31 (al momento della scomparsa)
Statura:162
Occhi:castani
Capelli:rossi
Scomparso da:Cles (Trento)
Data della scomparsa:04/03/2021
Data pubblicazione:10/06/2021

Sara Pedri, 31 anni, lavora come ginecologa presso l’Ospedale di Trento. Il 4 marzo è uscita dalla sua abitazione di Cles utilizzando la sua auto, una Volkswagen TRoc, e da quel momento non ha più dato sue notizie. L’auto è stata rinvenuta in prossimità del Ponte di Mostizzolo, al confine tra i Comuni di Cles e di Cis. Le ricerche sono state condotte con l’ausilio di cani molecolari e tracce della donna sono state fiutate lungo l’imbocco della pista ciclabile che da un ponte conduce verso la Val di Sole fino ad arrivare in corrispondenza di un precipizio alla cui base scorre il torrente Noce, che confluisce nel lago di Santa Giustina. Potrebbe interessarti anche —> Sara Pedri scomparsa emergono novità: esclusa dai turni di Natale, schiacciata dal senso di inadeguatezza

 

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