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Sciopero generale nazionale dell’8 marzo, “Non una di meno” lancia l’appello

“Non una di meno” ha lanciato l’appello per uno sciopero generale nazionale, accolto dalle organizzazioni sindacali Cub, Cobas, Si Cobas, Slai Cobas, Sgb, Usb e Us. L’astensione dal lavoro si terrà martedì 8 marzo e coinvolgerà tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata. (Continua a leggere dopo la foto)

sciopero generale

“Lo sciopero transfemminista è per tutti”, questo è lo slogan di “Non una di meno”, che nel suo vademecum spiega come lo sciopero sia un diritto di ogni cittadino.

Lo sciopero generale nazionale di martedì 8 marzo

Le associazioni sindacali Cub, Cobas, Si Cobas, Slai Cobas, Sgb, Usb e Us hanno aderito all’appello e proclamato lo sciopero generale per martedì 8 marzo 2022. Ecco, quindi, che la giornata della donna si trasformerà nel “lotto marzo”, con l’obbiettivo di reclamare pari diritti per le donne. Questo sciopero coinvolgerà per 24 ore tutti i lavoratori dei settori pubblici e privati, provocando una serie di disagi su tutto il territorio nazionale.

Lo sciopero generale nazionale riguarderà tutte le categorie, perché, come ricorda “Non una di meno”, è “un diritto di rango costituzionale in capo a ogni lavoratrice e lavoratore sebbene, negli anni, abbia subito limitazioni che ne hanno intaccato la potenza e l’emergenza sanitaria venga utilizzata come ulteriore motivo di pesanti restrizioni all’esercizio del diritto”.

I problemi maggiori si potranno riscontrare, come sempre, nel funzionamento dei mezzi pubblici locali, come bus, tram, metro, le cui ore di sciopero varieranno da città a città. Il vademecum di Non una di meno specifica, inoltre, che lo sciopero avverrà “per il trasporto ferroviario e attività ferroviarie: dalle ore 21.00 del 07/3 alle ore 21.00 dell’ 08/3, per il comparto autostrade dalle ore 22.00 del 07/3 alle ore 22.00 dell’08/3. Per il Trasporto aereo, dalle ore 10.00 alle ore 14.00”.

Lo sciopero coinvolgerà anche l’amministrazione pubblica, le scuole, le poste, la radio, la televisione pubblica. Per quanto riguarda invece i lavoratori del settore sanitario, essi potranno “scioperare indipendentemente dal turno cui sono adibite: sia la mattina, sia il pomeriggio che la notte” dichiara il vademecum.

“Non una di meno” e la lotta per i pari diritti

Il percorso “Non una di meno” è nato a Roma, sulle orme della campagna Ni una menos, creata nel 2015 in Argentina. Esso si basa sul dibattito femminista, con l’obbiettivo di lottare contro il femminicidio e le varie forme di violenza sulle donne proprie della nostra società. Lo sciopero generale nazionale, quindi, avrà luogo nella giornata della donna per raggiungere l’uguaglianza in ambito lavorativo.

Come spiega l’Usb, lo sciopero si volge contro “L’Italia come Paese dove ogni giorno che passa si allarga la forbice retributiva, si creano rapporti di forza ricattatori nei posti di lavoro aumentando così il fenomeno delle molestie e che è disposto a sacrificare sull’altare della produzione e del profitto vite, sogni, speranze” delle donne. Questo sciopero si oppone al “lavoro povero, diffuso soprattutto nelle categorie dove è prevalente il lavoro femminile, migrante e giovanile”.

“Vi è una stretta correlazione tra il peggioramento delle condizioni di lavoro, il mancato accesso al lavoro, la discriminazione economica e il percorso a ostacoli che una donna deve compiere per potersi liberare da legami violenti e salvarsi la pelle” continuano i sindacalisti.

L’Usb spiega che con la pandemia “le disuguaglianze economiche, sociali, razziali e di genere preesistenti sono state accentuate e tutto questo rischia di avere conseguenze ben più a lungo termine del virus stesso”. Inoltre, l’organizzazione sindacale specifica che “il 77% dei neogenitori che hanno lasciato il lavoro nell’anno della pandemia sono donne. Un effetto del gender gap che vede l’Italia agli ultimi posti nell’Unione Europea per tasso di occupazione femminile”.

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