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Sicurezza antincendio e CPI: quando è obbligatorio?

18/02/2026 08:00

La sicurezza di un edificio residenziale o di un condominio non si limita alla stabilità delle sue fondamenta, ma si estende alla capacità di prevenire e gestire situazioni di emergenza.

In Italia, i dati del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco evidenziano migliaia di interventi ogni anno per incendi in abitazioni civili, spesso causati da malfunzionamenti elettrici o scarsa manutenzione.

Per questo motivo, la normativa italiana ha stabilito criteri rigidi per individuare quali strutture abbiano l’obbligo di dotarsi del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Quando è obbligatorio il CPI

La linea di demarcazione principale è fissata a quota 24 metri. Superata questa altezza antincendio — misurata dal livello del piano stradale all’ultimo piano abitabile — il condominio deve obbligatoriamente avviare le procedure per la certificazione. Si parla mediamente di edifici che superano gli 8 piani fuori terra.

Tuttavia, la normativa prevede che per i condomini con altezza compresa tra i 12 e i 24 metri, l’obbligo scatti qualora siano presenti specifiche attività o caratteristiche strutturali:

  • Presenza di attività commerciali situate al piano terra.
  • Presenza di autorimesse interrate che ospitano più di 10 posti auto.
  • Utilizzo di particolari caratteristiche costruttive, come le facciate continue realizzate con materiali combustibili.

Esistono poi situazioni dove la complessità degli impianti tecnologici o il pregio storico dell’immobile impongono verifiche supplementari, indipendentemente dalla metratura verticale.

Gestire l’imprevisto con la bonifica post-incendio

Anche con la migliore prevenzione, il rischio zero non esiste. Quando si verifica un incendio, i danni non si limitano a ciò che è stato colpito dalle fiamme, ma si estende a tutto l’ambiente a causa della fuliggine e dei residui tossici della combustione.

In questi casi, i comuni metodi di pulizia non bastano a eliminare i pericoli invisibili. Diventa quindi indispensabile ricorrere a interventi professionali di bonifica, come quelli offerti da puliziedopoincendio.it, per decontaminare a fondo le superfici e ripristinare la salubrità dell’aria.

Grazie a protocolli tecnici mirati, gli specialisti di Pulizia Post Incendio riescono a recuperare l’abitabilità dei locali, neutralizzando gli odori persistenti e rimuovendo gli agenti inquinanti che, se trascurati, potrebbero minacciare la salute di chi vi abita anche a distanza di tempo.

Cosa rischia chi non è a norma?

Ignorare queste disposizioni espone il condominio e il suo amministratore a rischi pesanti.

La mancata certificazione per gli edifici sopra i 24 metri può comportare sanzioni che vanno dai 1.000 ai 6.000€, mentre per gli edifici tra i 12 e i 24 metri la multa può arrivare a 3.000€.

Oltre all’aspetto economico, le conseguenze legali sono serie:

  • L’amministratore assume una responsabilità civile diretta per eventuali danni.
  • Può scattare la responsabilità penale per “omessa custodia” (art. 437 CP) in caso di incidente.
  • Le compagnie assicurative potrebbero creare problemi nel liquidare i risarcimenti in assenza di documenti in regola.

La sicurezza in condominio è una responsabilità che riguarda ogni singolo abitante.

Garantire la protezione degli spazi comuni e delle persone che li vivono passa inevitabilmente attraverso il rispetto di queste norme tecniche.

Un edificio a norma non è solo più sicuro, ma anche più tutelato dal punto di vista legale ed economico.

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