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Milano, il flop di Bernardo, i finti sondaggi e quelli veri (su Paragone) che non vogliono farvi vedere

La partita per l’elezione del nuovo sindaco di Milano entra nel vivo. Tra sondaggi “fasulli” e un Centrodestra sempre più in difficoltà che punta su un candidato debole, il ruolo di Gianluigi Paragone che i sondaggi (quelli veri) danno al 18%.

Sondaggi Milano, la partita per l’elezione del nuovo sindaco del capoluogo lombardo si fa sempre più interessante. La notizia delle ultime ore è l’ufficialità della candidatura di Luca Bernardo, 54 anni, primario di pediatria al “Fatebenefratelli”: correrà per il Centrodestra “unito”. Abbiamo usato le virgolette non a caso: nella coalizione le frizioni sono fortissime. Fratelli d’Italia non nasconde il nervosismo per l’ennesima candidatura debole del centrodestra, che questa volta rischia un flop senza precedenti. Bernardo, che è un medico molto stimato, non pare proprio avere il carisma per poter conquistare i milanesi e sedersi sulla poltrona di sindaco a Palazzo Marino. (Continua a leggere dopo la foto)

E questo nonostante i sondaggi, quelli “ufficiali”, diano un largo vantaggio alla coalizione Lega-Fdi-Fi. Nei sondaggi, quelli veri però, la musica cambia e di molto. Bernardo rischia concretamente di non andare al ballottaggio con Beppe Sala. Perché? Perché c’è Gianluigi Paragone. Il senatore del gruppo misto, che ha da tempo annunciato la sua candidatura a primo cittadino di Milano, sale nei consensi misurati dai sondaggi “veri”, quelli con i nomi dei candidati. Vi spieghiamo di cosa stiamo parlando.

I sondaggi “farlocchi” che non tengono conto dei candidati ma delle intenzioni di voto per le coalizioni

Già, i sondaggi. E qui inizia la prima storia, davvero poco edificante. Perché i sondaggi che alcuni media spacciano come realizzati “sui candidati a sindaco di Milano” in realtà non lo sono affatto. Ci viene in aiuto un articolo di Fanpage.it in cui testualmente, si legge: “Il sondaggio (realizzato da Tecné a fine giugno, ndr) vede leggermente in testa il candidato del centrodestra (che in quella data non era stato ancora ufficializzato), col 45 per cento delle preferenze. Appena un punto dietro, col 44 per cento dei consensi, il sindaco uscente Sala”.

Ma come? Si fa un sondaggio sulle intenzioni di voto per un candidato sindaco che ancora non si sa chi sia? Ci pare superfluo aggiungere altro, se non che si tratta di sondaggi farlocchi che non descrivono in alcun modo la realtà. Che a Milano Beppe Sala, sindaco uscente, parta favorito non c’è bisogno lo certifichino i sondaggi.

Ma quelli “veri”, che circolano nelle segreterie dei partiti e che sono fatti sui nomi dei candidati, dicono tutt’altro rispetto ai sondaggi fake. Il dato più significativo di questi sondaggi è il consenso per Gianluigi Paragone. Il senatore del gruppo misto è accreditato del 18% delle intenzioni di voto e mangia terreno al centrodestra. Luca Bernardo, infatti, si ferma al 31%. Un risultato ben inferiore a quello di Sala, dato attorno al 50% quindi addirittura possibile vincente al primo turno, almeno, per ora. Sì perché con la candidatura debole espressa dal Centrodestra “unito” solo ufficialmente, Paragone ha la possibilità di scalare ancora e costringere Sala al ballottaggio con esiti imprevedibili.

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Gianluigi Paragone rischia dunque di essere una sorpresa positiva, per i milanesi, negativa per chi pensava di avere già la poltrona di sindaco al primo turno. Ma soprattutto rischia di far implodere definitivamente il Centrodestra: la proposta politica del senatore del gruppo misto per Milano parla infatti ad una grande fetta di quell’elettorato del Centrodestra che oggi non si sente rappresentato dall’ennesimo candidato sindaco sbagliato.

E il nervosismo, dentro all’alleanza, si sente e si vede. La sceneggiata delle sedie, durante la presentazione di Luca Bernardo, che ha visto protagonisti Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia e Licia Ronzulli di Forza Italia è la dimostrazione plastica di come le tensioni dentro al Centrodestra rischiano di esplodere da un momento all’altro. E’ in particolare Fratelli d’Italia a mostrare insofferenza. Già fuori per scelta dalla grande coalizione che sostiene il governo Draghi, ora si vede costretta ad accettare candidati sindaci in cui non crede. Fino a quando potrà resistere? Non crediamo per molto. E se Sala dovesse essere costretto al ballottaggio a Milano, gli scenari potrebbero essere molto interessanti. L’area di destra che non si sente rappresentata dal centrodestra ufficiale non starà alla finestra. E punterà sul candidato alternativo a Sala più convincente e determinato. Il nome? Lo conosciamo, è Gianluigi Paragone.

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