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Inflazione al 4,2%, i rincari maggiori sulla spesa: pomodori, zucchine e peperoni +15,4% in un mese

08/10/2026 07:36

A settembre l’inflazione sale al 4,2%, il dato più alto da tre anni, e il rincaro si vede anche nel carrello della spesa. A spingere i prezzi sono soprattutto l’energia e gli alimentari freschi: l’aumento più forte è quello degli ortaggi a frutto, in crescita del 15,4% rispetto ad agosto. Altre notizie nella sezione inflazione.

Un banco di ortaggi al mercato: a settembre pomodori, zucchine e peperoni aumentano del 15,4% in un mese

Quali prodotti aumentano di più

L’aumento più alto, pari al 15,4% rispetto ad agosto, è degli ortaggi a frutto, cioè pomodori, zucchine, peperoni, melanzane, cetrioli e zucche. La causa, secondo il Corriere della Sera, è il clima caldo e secco, che ha ridotto la resa dei raccolti. Il dato è mensile e riguarda questa categoria specifica, non l’intero comparto alimentare.

Ortaggi, tuberi e legumi

Più in generale, i prezzi di ortaggi, tuberi, banane e legumi crescono dell’8,4% su base annua, contro il +4% di agosto. Anche la frutta torna in territorio positivo: dal -1,7% di agosto al +0,6%.

Il carrello della spesa

Il cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende i beni alimentari, i prodotti per la cura della casa e quelli per l’igiene personale, sale all’1,7% su base annua, dallo 0,9% di agosto. I prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano al 5,3%, dal 4,3%. Nel complesso i prezzi dei beni alimentari aumentano dell’1,8% su base annua, contro il +1% di agosto, trainati dai prodotti non lavorati, mentre quelli lavorati restano in lieve calo.

Il peso dell’energia

A spingere l’inflazione al 4,2%, contro il 3,3% di agosto, sono soprattutto i beni energetici, che passano da +17% a +22,3%. Il tasso più alto da settembre 2023, quando l’inflazione toccò il 5,3%. L’inflazione media acquisita per il 2026 sale al 3,1%.

Il rischio di ulteriori rincari

Secondo l’Ufficio studi di Confcommercio, c’è il rischio concreto che i rincari dei prodotti non lavorati si trasferiscano a breve sugli alimentari lavorati, riducendo il potere d’acquisto delle famiglie nell’ultima parte dell’anno. I dati definitivi sui prezzi di settembre saranno diffusi dall’Istat il 16 ottobre.

Fonte: Corriere della Sera, Italia a Tavola, QuiFinanza, Geagency, con dati preliminari Istat

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