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Protesta dei tir, distributori a secco e supermercati semivuoti al Sud: cosa sta succedendo e cosa può accadere dopo il tavolo del 20 ottobre

19/10/2026 11:42

La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio sta producendo effetti sempre più concreti al Sud: distributori di benzina e gasolio a secco, scaffali di alcuni supermercati semivuoti, strade rallentate. Tir e mezzi pesanti continuano a presidiare snodi strategici in Calabria, Sicilia, Campania e Puglia, mentre il governo ha anticipato a martedì 20 ottobre il tavolo con le associazioni di categoria. Altre notizie nella sezione carburanti.

Scaffali semivuoti in un supermercato del Sud durante la protesta dei tir contro il caro gasolio e distributori di carburante a secco

Distributori a secco e code

Aumentano le stazioni di servizio rimaste senza carburante e, in quelle ancora aperte, si formano lunghe code. A Palermo molti automobilisti hanno anticipato il pieno, creando file davanti ai distributori con i prezzi più convenienti. In Basilicata e Calabria, riferiscono le cronache, si stanno esaurendo le riserve di diverse stazioni.

Supermercati semivuoti, soprattutto i freschi

I magazzini e i banchi dei supermercati iniziano a essere semivuoti, specialmente nei reparti dei prodotti freschi come frutta, verdura, latte e carne. A San Severo, nel Foggiano, sono state segnalate scarsità di farina, uova, latte e ortofrutta; a Cava de’ Tirreni, nel Salernitano, un supermercato è apparso svuotato in una foto rilanciata dal deputato Francesco Emilio Borrelli, mentre a Salerno alcuni cittadini hanno riferito che al momento non ci sono criticità. In Sicilia, a Messina e Trapani, si registrano le prime difficoltà di approvvigionamento, ma le carenze restano per ora limitate.

Il rischio per autobus e filiera

Le difficoltà riguardano anche le aziende agricole e i produttori, costretti a fare i conti con consegne bloccate e con il rischio di perdere parte del raccolto o della merce deperibile. In Sicilia a preoccupare sono le aziende di trasporto passeggeri: in assenza di nuovi rifornimenti di gasolio tra oggi e domani, il servizio potrebbe subire una drastica riduzione delle corse.

Strade e svincoli

I presìdi stradali, tra cui quelli ai caselli dell’A1 e dell’A30 nel Casertano e allo svincolo di Falerna dell’A2 in Calabria, rallentano i mezzi pubblici e allungano i tempi di percorrenza. Sulla Calabria, la protesta, con camion e trattori in quindici aree, non si ferma.

Il tavolo del 20 ottobre

Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha anticipato a martedì 20 ottobre l’incontro con le rappresentanze degli autotrasportatori, convocando anche le sigle autonome di Calabria, Sicilia e Puglia. All’incontro, fissato per le 15 a Milano, è prevista la partecipazione del viceministro Edoardo Rixi. Il governo punta a disinnescare la protesta prima che si estenda, ma il rischio concreto, scrivono le cronache, è che se le proposte saranno giudicate insufficienti i blocchi proseguano anche oltre il tavolo.

La Commissione di garanzia

La Commissione di garanzia sugli scioperi si è attivata e, spiegano le fonti, sta “assumendo le opportune iniziative per individuare i responsabili dei blocchi”, per evitare che siano compromessi i diritti fondamentali dei cittadini.

Cosa può accadere

Se il blocco dei tir impedirà le consegne di carburante a depositi e distributori, nei prossimi giorni potrebbero aggravarsi le carenze di carburante e di alcuni generi alimentari. Si tratta di uno scenario condizionato all’evoluzione della protesta, non di una previsione certa.

Fonte: Today.it, Sky TG24, Giornale di Sicilia, SalernoToday, Torino Cronaca, ANSA

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