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Tunisia, “profumo” di colpo di stato: parlamento e premier sospesi, cosa succede

Tunisia nel vortice di una crisi politico-istituzionale che “profuma” di colpo di stato. Decisioni nel rispetto della Costituzione, “non è un colpo di stato”, ha tentato di spiegare il presidente tunisino, Kais Saied, in un discorso televisivo. Con l’intervento tv che ha avuto grande eco internazionale, Saied ha tentato di spiegare le mosse decise ieri quando, dopo una riunione con i vertici militari e della sicurezza, ha sospeso i lavori del Parlamento, revocato l’immunità dei deputati e imposto le dimissioni al premier Hichem Mechichi. (Continua a leggere dopo la foto)

Tunisia, il presidente Saied: “Ho deciso di assumere il potere esecutivo per salvare la Tunisia e il popolo tunisino

“Ho deciso di assumere il potere esecutivo con l’aiuto di un capo di governo che nominerò io stesso”, ha detto il presidente della repubblica tunisino. Secondo la Costituzione ho adottato le decisioni richieste dalla situazione per salvare Tunisi, lo Stato e il popolo tunisino”.

La Costituzione tunisina non consente lo scioglimento del Parlamento, ma la sospensione delle funzioni per un periodo di 30 giorni, a cui ha fatto riferimento il presidente, secondo il sito Business News.

tunisia presidente kais saied

I militari dispiegati davanti al Parlamento e alla Tv di stato

Intorno alla mezzanotte ora locale Radio Mosaique Fm ha riferito di militari dispiegati davanti alla sede del Parlamento e della tv di Stato. Il presidente non ha escluso l’adozione di altre misure e nel suo discorso ha detto di non volere spargimenti di sangue, passati dieci anni dalla Rivoluzione dei Gelsomini.

“Chi punta un’arma diversa da quella della legittimità troverà un’arma, ma non voglio una sola goccia di sangue”, ha detto Saied. “Quello che è accaduto non è stato un colpo di stato”. Per il leader di Ennahda e capo del Parlamento tunisino, Rached Ghannouchi, si è invece trattato di “un colpo di stato contro la rivoluzione e la Costituzione”. E il movimento, secondo altri media, ha invitato la popolazione a “combatterlo”.

Le gravi decisioni del capo dello Stato tunisino arrivano dopo una domenica di proteste accese in tutto il paese. L’emittente tv araba Al Jazeera ha riferito di numerosi scontri tra polizia e manifestanti in diverse città tunisine. I tunisini scesi in piazza chiedevano al governo di dimettersi dopo un picco di casi di COVID-19 che ha aggravato i problemi economici  e hanno attaccato gli uffici di Ennahda, il più grande partito in parlamento.

A Tunisi, la polizia ha usato spray al peperoncino contro i manifestanti che hanno lanciato pietre e gridato slogan chiedendo che il primo ministro Hichem Mechichi si dimettesse e il parlamento venisse sciolto. Cosa che è puntualmente avvenuta per decisione del presidente Saied.

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