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Ultimi sondaggi elettorali: percentuali dei partiti e gradimento leader oggi

Tra gli ultimi sondaggi elettorali merita attenzione quello diffuso oggi da Emg Acqua per Agorà. La rivelazione sottolinea il calo di quasi tutti i principali partiti, a esclusione di uno: Forza Italia di Silvio Berlusconi. Sia il leader che il suo gruppo, infatti, questa settimana riescono a crescere in termini di consensi. A livello generale, invece, la Lega perde lo 0,4%, ma rimane il primo in classifica sul podio dei partiti, seguito dal PD e dal Movimento 5 Stelle, stabile durante gli ultimi sette giorni. In discesa, invece, anche Fratelli d’Italia che perde lo 0,1% e si ferma al 13,7%. Tra i leader Giuseppe Conte si conferma il preferito degli italiani.

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Ultimi sondaggi elettorali, le percentuali dei partiti oggi

Ecco le percentuali che i partiti raccoglierebbero oggi se si andasse a votare, secondo Emg Acqua:

  • Lega: 28,4 % (-0,4%)
  • Partito Democratico: 20,7% (-0,2%)
  • Movimento 5 stelle: 14,7% (0,0%)
  • Fratelli d’Italia: 13,7% (-0,1%)
  • Forza Italia: 6,6% (+0,5%)
  • Italia Viva: 5,1% (0,0%)
  • La Sinistra: 2,5% (+0,1%)
  • Azione: 2,3% (0,0%)
  • Europa Verde: 2,0% (+0,1%)
  • Più Europa: 1,5% (-0,2%)
  • Altro partito: 2,5% (+0,2%)
  • Indecisi+non voto: 41,8%

Come si può notare dai dati, i principali partiti sono in calo. La Lega di Matteo Salvini questa settimana perde lo 0,4% e si ferma al 28,4% delle intenzioni di voto, una percentuale molto lontana da quelle raggiunte nei mesi scorsi e che per parecchie settimane sono rimaste fisse intorno al 33%. Segno negativo anche per il Partito Democratico, ma meno significativo: il PD infatti perde lo 0,2% e si aggiudica il secondo posto con il 20,7%. Nessun cambiamento invece per il Movimento 5 Stelle, che riesce a confermare il 14,7% delle preferenze. Questa settimana soffre anche il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, che perde lo 0,1% e raggiunge il 13,7%, un punto in meno rispetto al M5S. Non si può dire lo stesso per Forza Italia di Silvio Berlusconi, l’unico del centrodestra a segnare positivo e a guadagnarsi un +0,5% che lo alza fino al 6,6%. Sicuramente la variazione più significativa di questo sondaggio. Italia Viva, invece, conferma il suo 5,1%.

Per quanto riguarda i partiti più piccoli, La Sinistra guadagna lo 0,1% e arriva al 2,5% dei consensi, Azione rimane costante al 2,3%, Europa Verde cresce dello 0,1% e si ferma al 2%, mentre +Europa scende dello 0,2%, fermandosi all’1,5%. La platea degli indecisi rimane molto alta: il 41,8%.

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Ultimi sondaggi elettorali, il gradimento dei leader

Questa settimana cambia il trend sul gradimento dei leader, probabilmente a causa della scelta impopolare del Presidente Conte di mantere il lockdown. Il Premier infatti perde l’1% e si ferma al 42% delle preferenze, rimanendo comunque il preferito indiscusso. Ecco le percentuali degli altri politici:

  • Conte: 42% (-1%)
  • Meloni: 36%
  • Salvini 36%
  • Zingaretti: 22% (-1%)
  • Di Maio: 21%
  • Berlusconi: 20% (+1%)
  • Calenda: 17%
  • Toti: 16%
  • Renzi: 15% (+1%)
  • Crimi: 9% (-1%)

Gli unici che riescono a guadagnarsi il segno positivo questa settimana sono Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, mentre per tutti gli altri si segnala o un calo oppure la stabilità dei consensi.

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Scenario politico

Quello che emerge dal sondaggio è molto significativo. La politica italiana sta soffrendo terribilmente l’emergenza Coronavirus, e la scelta controcorrente rispetto al pensiero dei cittadini di Giuseppe Conte di mantenere il lockdown ancora fino al 18 maggio, non favorisce i consensi. La dimostrazione è il calo generale sia dei partiti, che dei leader. Un altro aspetto che evidenzia questo andamento è anche il rischioso braccio di ferro che si sta creando tra governo e regioni: la decisione del Premier non convince i presidenti regionali, e alcuni di loro hanno deciso di invertire la rotta nonostante i Dpcm non lo permettano. Tra loro, per esempio, Zaia per il Veneto e Santelli per la Calabria: nei giorni scorsi hanno dichiarato di voler ripartire completamente e subito.

Si può dire che viaggi in un altro senso di marcia rispetto a quello governativo anche l’Emilia Romagna: Stefano Bonaccini, infatti, continua a sostenere di voler tenere le due settimane dal 4 al 18 maggio come un primo test per poi anticipare, rispetto a quanto detto durante l’ultima conferenza stampa del Presidente Conte, l’apertura di tutte le imprese che ancora hanno le saracinesche abbassate.

Insomma, lo scenario che si sta definendo è molto pericoloso. Non è chiaro se il il Presidente Conte deciderà di lasciare maggiore autonomia alle Regioni, o deciderà di perseguire la strada dell’unità nazionale per fronteggiare l’emergenza. E’ evidente che se dovesse lasciare maggiore libertà di scelta ai governatori regionali, oltre a scaricare la palla delle responsabilità si potrebbe creare un precedente che andrebbe a favorire le richieste di maggiore autonomia già presentate prima dell’emergenza coronavirus. >>Tutti i sondaggi politici

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