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La Lega in privato chiede all’Ue di difendere i diritti dei Big Pharma

Buon viso a cattivo gioco: deve essere questo il mantra della Lega. Sarà che è in campagna elettorale 365 giorni l’anno, e sono in grado di farla anche quando si tratta della salute pubblica. Se da una parte gli eurodeputati del Carroccio fanno finta di battersi per ottenere un vaccino anti covid libero e accessibile a tutti, contemporaneamente hanno anche presentato una lettera riservata a Stella Kyriakides, Commissaria europea per la Salute. L’oggetto? Difendere la “proprietà intellettuale” delle case farmaceutiche che detengono i brevetti. E tutelare, di fatto, gli interessi dei Big Pharma.

Salvini

Vaccino anti covid, il doppio gioco della Lega

Come riporta Fanpage.it, il documento è stato firmato da Gianna Gancia, eurodeputata e moglie di Roberto Calderoli, così come da Matteo Adinolfi e Lucia Vuolo. Ed è stato sottoscritto anche da alcuni deputati del gruppo dei Popolari come Fulvio Martusciello, Salvatore De Meo e uno dei Socialisti. Nel dettaglio, la loro richiesta formulata alla Commissione è stata quella di opporsi alla proposta di sospendere temporaneamente le regole sui brevetti del vaccino anti covid. Una proposta, avanzata dall’India e dal Sud America, che sarebbe stata discussa nei giorni successivi davanti all’Organizzazione mondiale del Commercio.

Con questa richiesta, si volevano rendere pubblici i brevetti e le ricette medicinali, così che tutte le fabbriche in grado di produrli potessero attivarsi e accelerare la distribuzione su scala mondiale. Il progetto non è stato accolto con piacere dalle cause farmaceutiche, che così avrebbero visto i propri profitti ridursi in modo significativo. E sembravano essere della stessa opinione anche i leghisti, che nella lettera hanno definito questa ipotesi “cieca e ideologica”. Appunto, però, sembravano. 

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Vaccino anti covid, la lettera privata della Lega

Quando è arrivato il momento di discuterne, la proposta è stat bloccata dal Wto grazie al parere contrario delle grandi potenze. Ma la questione non è questa. L’atteggiamento dei deputati del Carroccio è mutato drasticamente quando hanno dovuto prendere una posizione pubblica nelle sede ufficiali. Due settimane fa, il Parlamento europeo ha approvato un emendamento presentato da The Left al “Rapporto sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche”. Nel testo, si chiedeva all’Unione di trattare il vaccino anti covid come un bene comune da garantire a tutti. Inoltre, si domandava di “superare tutte le barriere e le restrizioni, derivanti dai brevetti e dai diritti di proprietà intellettuale”. L’obiettivo era, appunto, assicurare la produzione e la distribuzione di massa.

Bene. Questo emendamento è stato approvato con 294 vori favorevoli. Tra loro, si possono trovare anche quelli degli eurodeputati leghisti e, in particolare, quello di Gancia, Adinolfi e Vuolo. Gli stessi che, solamente alcune settimane prima, avevano chiesto alla Commissione di muoversi esattamente nel modo opposto. “È un doppio gioco che non mi stupisce, non è la prima volta che la Lega lo fa”, ha spiegato l’autore dell’emendamento Marc Botenga. “Già a marzo e a giugno scorso la deputata Gancia aveva scritto a tutti i parlamentari chiedendo di co-firmare delle lettere alla Commissione con cui si invocava una forte difesa della proprietà intellettuale”, ha aggiunto poi. Insomma: nessuna sorpresa. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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