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Quanto è pericolosa la variante Delta? Sintomi e vaccini: cosa sappiamo

C’è preoccupazione per la variante Delta. I contagi da Coronavirus scendono in Italia, ma la mutazione indiana del Covid costringe a non abbassare la guardia. Il premier britannico Johnson ha annunciato di aver rimandato di un mese le riaperture nel paese. Stando ad uno studio di “Lancet” il rischio di ricovero in ospedale per la variante Delta (indiana) è quasi doppio di quella Alfa (inglese). Ma due dosi di vaccino basterebbero a fornire una protezione. Intanto in India gli scienziati però hanno reso noto di aver identificato una nuova mutazione della variante Delta (ovvero il ceppo B.1.617.2). Si tratta della “variante della variante”. È stata nominata “Delta Plus” o “AY.1” e secondo i primissimi studi pare sia resistente a trattamento terapeutico con il cocktail di anticorpi monoclonali recentemente autorizzato dalle autorità sanitarie di Nuova Delhi. Gli esperti però rassicurano in quanto la sua incidenza in India sarebbe ancora bassa.

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Quanto è pericolosa la variante Delta? Sintomi e vaccini

Cosa sappiamo della variante Delta? Scoperta per la prima volta ad ottobre nel Maharashtra (India Centro-occidentale), essa è identificata come B.1.617. Come spiega l’Adnkronos la sua peculiarità è che presenta due mutazioni già note (E484Q e L452R). Quest’ultima interesserebbe la proteina spike e potrebbe aumentare la contagiosità del Coronavirus. La mutazione E484Q invece sembra essere assai più resistente; in grado di aggirare gli anticorpi sviluppati dopo un’infezione e di mettere a dura prova l’efficacia del vaccino. Quali sono i sintomi? La variante indiana si presenta con tosse, raffreddore, mal di testa e mal di gola, febbre, dolori muscolari, diarrea, stanchezza e spossatezza, vale a dire i primi segnali del Covid. Di solito però più forti.

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La situazione in Italia, Galli: «C’è poco più di una paura»

Circola nel Regno Unito la variante indiana (Delta). Gli scienziati evidenziano come essa sia del 60% più contagiosa di quella inglese. Nello specifico il vaccino Pfizer-BioNTech fornisce contro questa variante una protezione del 79%, rispetto al 92% di protezione con la variante inglese. Per il vaccino Oxford-AstraZeneca, invece, gli esperti hanno rilevato una protezione del 60% contro le infezioni determinate alla variante indiana, rispetto al 73% della variante inglese. Ed è proprio questa capacità di “bucare” il vaccino a far paura. In Italia purtroppo già abbiamo qualche caso: «Il dato finora è basso, ma probabilmente è sottovalutata. Adesso dovremmo farci più attenzione. Come ho detto fin dall’inizio il rischio è che in autunno ci sia un rialzo dei contagi, un colpo di coda del virus», ha dichiarato il professor Fabrizio Pregliasco. Dello stesso avviso il professor Massimo Galli del Sacco di Milano: «Sulla variante Delta c’è un po’ più di un poco di paura. Credo che le autorità inglesi abbiano informato le autorità europee. E credo che questa variante sia stata, se non protagonista, almeno un importante argomento di discussione al G7. Purtroppo qualche vittima in più l’ha fatta. Tanto è vero che gli inglesi stanno riverificando alcune politiche di apertura».

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Variante Delta (indiana), rassicurazioni degli esperti: «È coperta dai vaccini che stiamo utilizzando»

Più ottimista il professor Roberto Burioni, che rilanciando lo studio di Lancet, sottolinea l’«efficacia di due dosi vaccini nella protezione da infezione da variante Delta (indiana): Pfizer 79%, AstraZeneca 60%. Questa variante sembra più contagiosa e in grado di causare malattia più grave». Il professor Matteo Bassetti mette in allarme su eventuali cluster da variante indiana che vanno tenuti sotto osservazione nel nostro paese. «In Italia abbiamo scelto una strategia vaccinale leggermente diversa dal Regno Unito, dove hanno accorciato il periodo tra prima e seconda dose. Quello che sta succedendo nel Regno Unito, con l’aumento dei casi collegato alla variante indiana, è legato da una parte al fatto che la gran parte della popolazione è vaccinata con una sola dose e poi che alcuni hanno posticipato di molto la seconda dose. Questa variante è però ricordiamola coperta dai vaccini che stiamo utilizzando», ha spiegato l’infettivologo. Leggi anche l’articolo —> Mix vaccini, via libera dell’Aifa per gli under 60: come si riorganizzano le Regioni

 

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