Lui la chiamava “la Bonfanti”, per cognome. Lei lo chiamava “Babbo”. È morta a 88 anni Enoe Bonfanti, moglie di Vittorio Feltri per cinquantotto anni: una donna che ha attraversato in disparte la vita di uno dei giornalisti più rumorosi d’Italia, e che di quella distanza dai riflettori aveva fatto una scelta precisa.
Era ricoverata all’ospedale Niguarda di Milano, dopo un intervento chirurgico affrontato al San Raffaele all’inizio di giugno. A portarla via sono state le complicazioni di un’infezione batterica. È rimasta lucidissima fino alla fine. I funerali si terranno nei prossimi giorni a Milano, in forma strettamente privata.

“Vittorio era povero in canna”
La loro storia comincia nel posto meno romantico immaginabile: il brefotrofio di Bergamo, dove Enoe lavorava come puericultrice, occupandosi dei bambini. Lì arrivava un ragazzo rimasto vedovo a 23 anni — la prima moglie era morta di parto — con due gemelle da crescere, Saba Laura e Laura Adele.
“Mi ero affezionata alle sue bambine. Parlava diversamente dagli altri, mi piaceva ascoltarlo”, raccontava lei. “Avevo 30 anni, prima di lui uscivo con un altro che era benestante, mentre Vittorio era povero in canna. A quei tempi lavorava alla Provincia”. C’era anche un’opposizione in famiglia: “Mia mamma non era molto d’accordo. Diceva: è brutto avere la matrigna ed è brutto fare la matrigna”. E poi la chiusa, asciutta, che dice tutto di lei: “Poi però è andata bene”.
Si sposarono il 15 giugno 1968. Arrivarono altri due figli, Mattia — anche lui giornalista — e Fiorenza.
La donna che nessuno sapeva chi fosse
Anni dopo cambiò lavoro ed entrò a Mediaset, dove scriveva le scalette dei programmi. Per parecchio tempo, in redazione, nessuno seppe di chi fosse moglie. Lo scoprirono soltanto il giorno in cui Silvio Berlusconi venne di persona a cercarla.
Nel frattempo Feltri attraversava le sue stagioni più clamorose: dall’Eco di Bergamo al Corriere della Sera, poi le direzioni dell’Europeo, dell’Indipendente, del Giornale al posto di Indro Montanelli, e di Libero a più riprese. Lei restava dov’era. C’è un aneddoto che la fotografa meglio di qualsiasi ritratto: “Quando ha preso il Premio Ischia mi ha chiesto di accompagnarlo e io sono rimasta in albergo a pulire i gerani del terrazzo della stanza: mi sono divertita”.
Il telefono e l’Atalanta
Il loro legame viveva nei dettagli. “Lui tende ad alzare un po’ la voce e siccome sono permalosa gli tengo il muso. Ma tanti anni fa mi sono imposta di fare subito la pace e così è più contento”, raccontava.
E poi il rito domestico più bello, quasi comico: “Vittorio guarda sempre la partita in questa stanza. Quando l’Atalanta segna mi chiama al telefono al piano di sopra. Se non sento nulla ha perso”. La domenica uscivano a prendere i giornali e andavano al Bar Basso per il caffè e l’aperitivo, tenendosi per mano.
Vittorio Feltri e le “diversificazioni”
In oltre mezzo secolo non erano mancati i momenti duri, e lei non li ha mai nascosti, parlandone con un’ironia disarmante. Delle “diversificazioni” — così le chiamava il marito — diceva soltanto: “Sono state fastidiose, anche se per lui erano sciocchezze”. Nella stessa frase, però, aggiungeva: “Vittorio è una persona generosa e anche tenera”.
La figlia Laura l’ha sintetizzata così: “Nonostante quello che si dice su mio padre, il loro era un amore vero”.
“Se non hai l’appoggio della moglie…”
Che cosa fosse Enoe per lui, Feltri lo ha ammesso pubblicamente una volta sola, e in un momento di fragilità: parlando del proprio tumore. “Se non hai l’appoggio dalla moglie, ti senti solo, abbandonato, triste, non hai forza per reagire”.
A Feltri, oggi consigliere regionale lombardo di Fratelli d’Italia, sono arrivate le condoglianze del capogruppo al Pirellone Christian Garavaglia e del coordinatore regionale Carlo Maccari: “Ricorderemo Enoe come una donna riservata, forte e concreta, che ha saputo essere un punto di riferimento costante per la sua famiglia, accompagnando con discrezione un lungo percorso umano e professionale accanto al marito”. Una definizione che le somiglia. Anche se, probabilmente, lei avrebbe alzato le spalle e sarebbe tornata a pulire i gerani.
