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Whirlpool avvia licenziamenti a Napoli, Draghi incontra operai: «È uno sgarbo grave»

Whirlpool licenziamenti. Il Governo è impegnato a “tutelare i diritti dei lavoratori” e intende costruire “alternative serie”. Così si apprende da fonti di palazzo Chigi, dopo l’incontro a Santa Maria Capua Vetere del presidente del Consiglio Mario Draghi con una delegazione di lavoratori Whirlpool. L’azienda ha deciso di avviare la procedura di licenziamento collettivo allo stabilimento di via Argine a Napoli. La protesta degli operai supportata dai sindacati si è incrociata con la visita del premier alla Casa Circondariale ‘Francesco Uccella’, al centro di un’inchiesta che vede coinvolti 52 agenti che dovranno rispondere di torture, maltrattamenti e falso.

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draghi Napoli

Whirlpool licenziamenti a Napoli, perché chiude: Draghi incontra i lavoratori

«Dopo lunga riflessione abbiamo deciso di avviare la procedura di licenziamento collettivo. Siamo consapevoli della nostra scelta, siamo il più grande investitore e produttore di elettrodomestici in Italia», ha spiegato Luigi La Morgia, ad di Whirlpool Italia, confermando però la volontà a non chiudere al dialogo. «Nonostante abbiate disatteso l’accordo e usufruito di tutti i benefici del caso, state decidendo di avviare una procedura di licenziamento collettivo senza alcuna motivazione. Non avete avuto problemi ad accettare ammortizzatori. Ma ne avete quando vi si chiede di non prendere decisioni unilaterali che non facilitano il dialogo e il confronto leale tra le parti. Chiedo all’azienda di non costringere le istituzioni a lavorare a un piano senza dialogo», le parole della viceministra al Mise, Alessandra Todde, che in questi mesi ha portato avanti le trattative.

Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha definito “irragionevole” la scelta di Whirlpool di non accettare la proposta delle 13 settimane di cassa integrazione. «Siamo perplessi rispetto a questo rifiuto che danneggia solo i lavoratori Whirlpool, che dovrebbero invece essere tutelati», ha spiegato.

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Il governo impegnato a trovare una soluzione

Scortati da decine di uomini della polizia in assetto antisommossa, i lavoratori del sito Whirlpool di Napoli si sono radunati all’esterno del carcere di Santa Maria Capua Vetere. Qui erano in visita il premier e il ministro della Giustizia Marta Cartabia. «Draghi ci ha detto che la decisione della Whirlpool di avviare la procedura di licenziamento per i dipendenti dello stabilimento di Napoli rappresenta un ‘grave e inaccettabile sgarbo istituzionale’», ha riferito il segretario della Uilm Campania Antonello Accurso alla fine dell’incontro con il premier avuto nel carcere con altri due sindacalisti, Raffaele Apetino (segretario Fim-Cisl Campania) e Rosario Rappa (Fiom-Cgil Napoli). «Il Presidente del Consiglio si è impegnato a trovare una soluzione industriale alla vertenza, assicurando che si impegnerà personalmente», ha aggiunto Accurso. Il leader dei metalmeccanici della Uil ha spiegato che sindacalisti hanno chiesto a Draghi di sollecitare la Whirlpool «a non avviare la procedura di licenziamento e di preservare gli accordi sottoscritti».

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«A causa del forte calo della domanda della lavatrici prodotte a Napoli lo stabilimento è diventato insostenibile»

La situazione però è molto delicata: «A causa del forte calo della domanda della lavatrici prodotte a Napoli lo stabilimento è diventato insostenibile per Whirlpool. Per questo motivo, più di due anni fa l’azienda ha iniziato a discutere di potenziali scenari di transizione. E a lavorare con i sindacati e gli stakeholder istituzionali, sia nazionali che locali. Al fine di minimizzare l’impatto legato all’uscita di Whirlpool dallo stabilimento di Napoli. Non essendo emersa nessuna alternativa, il 31 ottobre 2020 è stata cessata la produzione nel sito», la puntualizzazione dell’azienda al termine del confronto convocato online dal Mise. «L’Italia ospita il quartier generale di Whirlpool per tutta la regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa). E rimane un paese strategico a lungo termine per l’ azienda. Whirlpool è il più grande produttore di elettrodomestici in Italia, dove produce oltre 5 milioni di pezzi all’anno, dei quali più dell’80% viene esportato in Europa e nel mondo», si legge nella nota.

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Whirlpool licenziamenti a Napoli, Fim Cisl «Ancora i lavoratori devono pagare il prezzo più alto?»

I sindacati sono sul piede di guerra: «La narrazione che siete stati stati buoni e avete portato pazienza, ce la potevate risparmiare. Per 26 mesi non abbiamo preso tempo come dice La Morgia, abbiamo lottato per tenere aperto lo stabilimento di Napoli. Whirlpool in questi 26 mesi ha triplicato i profitti realizzando 5 milioni di prodotti», l’affondo duro di Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil, che continua: «Le lavoratrici e i lavoratori hanno tenuto aperto lo stabilimento di Napoli e ciò ha permesso a Whirlpool di guadagnare di più nonostante la pandemia. Richiamiamo l’azienda alle sue responsabilità». E ancora: «Ci aspettiamo un’iniziativa forte da parte del governo. Il governo non può limitarsi a prendere atto, deve intervenire».

Fim Cisl chiede l’intervento del presidente Draghi per convocare con urgenza la multinazionale: «È inaccettabile che in seguito alla pandemia siano ancora i lavoratori a pagare il prezzo più alto». Leggi anche l’articolo —> Covid oggi nuovi casi in crescita (2.153), ancora 151 italiani in terapia intensiva

 

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