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Yara, la difesa di Bossetti chiede nuove analisi sui reperti: la Corte d’Assise si riserva

05/10/2026 17:37

La Corte d’Assise del Tribunale di Bergamo, presieduta dalla giudice Patrizia Ingrasci, si è riservata la decisione sulla richiesta della difesa di Massimo Bossetti di effettuare nuove analisi sui reperti dell’inchiesta sull’omicidio di Yara Gambirasio. Se ne è discusso lunedì 5 ottobre, in camera di consiglio, nell’ambito di un incidente di esecuzione. Gli sviluppi del caso sono raccolti nella sezione Yara Gambirasio.

Il Tribunale di Bergamo, dove la Corte d'Assise si è riservata la decisione sulla richiesta di nuove analisi nel caso Yara Gambirasio

Cosa chiede la difesa

La difesa, rappresentata dall’avvocato Claudio Salvagni, vuole sottoporre i reperti a nuove analisi alla luce delle tecnologie oggi disponibili e della rilettura, anche attraverso immagini ad alta risoluzione, degli accertamenti eseguiti negli anni dell’inchiesta. Chiede di poter riesaminare il materiale biologico e la documentazione tecnica relativa al campione 31G20.

I due fronti: il campione 31G20 e gli abiti di Yara

Secondo quanto riportato, i punti principali sono due. Il primo riguarda il campione 31G20. Il secondo riguarda alcune tracce individuate sugli indumenti di Yara, che secondo la difesa non sarebbero mai state analizzate. In particolare, per la difesa cinque test immunologici eseguiti sul giubbotto, indicati nei verbali come negativi, presenterebbero reazioni cromatiche che meriterebbero un approfondimento.

La relazione del genetista

Nella propria relazione, il genetista Marzio Capra, consulente della difesa, ha sostenuto che le nuove tecniche scientifiche potrebbero consentire di individuare ulteriori elementi probatori. Ha richiamato anche il caso di Garlasco, utilizzato come esempio della possibilità di riesaminare reperti già analizzati quando nuove tecniche consentono verifiche ulteriori.

Cosa aveva concesso finora la Corte

La Corte d’Assise aveva finora autorizzato la visione dei reperti, senza consentire nuove analisi, nei limiti stabiliti dalla Cassazione nel 2024. Bossetti, che ha seguito l’udienza in videocollegamento dal carcere di Bollate, ha ribadito tramite i suoi legali che dall’esame delle fotografie ad alta risoluzione sarebbero emersi elementi tali da giustificare ulteriori accertamenti.

Le opposizioni di pm e parte civile

Al termine della discussione, sia il pubblico ministero sia la parte civile si sono opposti alla richiesta di nuove analisi. I legali della famiglia Gambirasio hanno dichiarato: “Si vuole fare Garlasco 2, faremo il possibile per impedirlo”. La parte civile ha inoltre chiesto, nel caso la Corte autorizzasse le nuove analisi, di poter esaminare gli stessi reperti.

Una condanna ancora definitiva

Va ricordato che Massimo Bossetti sta scontando l’ergastolo, con condanna definitiva per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, scomparsa il 26 novembre 2010. Le tesi della difesa, e le contestazioni della parte civile, restano al vaglio della Corte, che ha sciolto la riserva solo sull’udienza, non sul merito della richiesta.

Fonte: Rainews, Bergamo News, L’Eco di Bergamo, Prima Bergamo, Alanews

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