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2020: un anno doloroso per il settore del gioco

Il 2020, come ben sappiamo, è stato un anno particolarmente complicato per l’economia mondiale, e soprattutto per quella italiana. Una delle più cospicue entrate dell’erario italiano è quella proveniente dall’industria del gioco d’azzardo, che ha portato alle casse dello stato nel 2019 circa 11 miliardi e mezzo di euro. La cifra comprende il gettito derivante da casinò fisici, centri scommesse, centri slot machine, centri VLT, scommesse live online, casinò online e lotterie varie. (Continua a leggere dopo la foto)

“Bye bye” gettito

Con la batosta a inizio 2020, con casinò e centri scommesse chiusi per via dello stop che tutta la nazione ha subito tra marzo e giugno, il settore ha subito notevoli cali in fatturato. Si stima che, a seguito di queste chiusure, il settore ha subito un dimezzamento nel volume dei ricavi, che si è tradotto in un minore gettito allo stato: nel 2020 si stima che le casse erariali abbiano ricevuto una cifra tra i 6,5 e i 7 miliardi di euro. Il calo nella raccolta è derivato da una perdita del 25% degli incassi, passando da entrate di 110 miliardi nel 2019 a 80 miliardi nel 2020.

Un settore a picco

In particolare, le scommesse live hanno riscontrato un calo del 20%, dovuto principalmente ad una riduzione del gioco fisico del 40%. Importante incremento delle scommesse online, che ha visto una crescita del 6%, ma anche questo impattato dallo stop ai campionati di calcio tra marzo e giugno. Ben superiore il danno per le slot machine, che nel 2020 hanno dimezzato la raccolta dell’anno prima, creando un effetto domino sulle entrate erariali che sono diminuite del 45%. Le VLT (Video Lotterie) hanno registrato un crollo del 65% della raccolta, con un conseguente effetto negativo sulle entrate erariali del 60%.

Bene il gioco a distanza

Buone notizie per il gioco a distanza, che registra un +40%. Questo incremento, però, è ben esiguo se considerati i miliardi bruciati: solamente 100 milioni di euro. Il gioco a distanza non può essere considerato, per adesso, un’entrata consistente per il nostro stato, ma è il segmento dell’industria del gioco d’azzardo che sta crescendo maggiormente, grazie alle scommesse online e ai vari giochi digitali, slot comprese.

La ripresa?

Molti esperti si sono espressi sulle tempistiche che il settore necessiterà per riprendersi dalla batosta subita nel 2020, ma le loro opinioni non sembrano convergere verso un preciso orizzonte temporale. Sicuramente le riaperture e il ritorno del turismo avranno un impatto positivo soprattutto sui casinò e le strutture fisiche, ma il settore ha del terreno da recuperare.

Niente crisi per il gioco illegale

Secondo il direttore generale delle Dogane e dei Monopoli, prof. Marcello Minenna, “Durante le chiusure tra marzo e giugno, c’è stata un’esplosione del gioco d’azzardo illegale a fronte di una contrazione del gioco legale. Numerosi sono stati gli interventi di repressione in più di 50 capoluoghi di provincia, controllando 250 sale illegali”. Il professore ha poi precisato che gli italiani hanno continuato a giocare anche dopo le chiusure, affidandosi tristemente al gioco illegale.

Impatto anche per esercizi ibridi

Quando si pensa a gioco d’azzardo e centri scommesse, non si pensa mai agli esercizi ibridi, che sono anche stati impattati duramente dalle chiusure. Infatti, in tutta Italia è piuttosto comune trovare dei bar che hanno una saletta con slot machine o che esercitano servizi di ricevitoria del lotto, superenalotto e simili.

A questo riguardo il Professor Minenna ha comunicato dei dati sconcertanti: il rischio occupazionale relativo a queste attività ibride può interessare 30.000 addetti. Dati preoccupanti arrivano anche dai concessionari, che aspettano da troppo tempo che il governo si decida a portare avanti una riforma dell’intero comparto. Una modifica dello stato attuale della legge che gestisce i concessionari potrebbe dare un po’ di ossigeno a questo mercato altamente depresso.

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