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Fabrizio Corona, cosa rischia dopo l’inchiesta su Falsissimo? L’indagine

22/12/2025 11:39 - Aggiornamento 23/12/2025 11:57

Fabrizio Corona indagato a Milano per diffusione di materiale sessualmente esplicito per il caso Signorini

Ci sono momenti in cui il rumore mediatico smette di essere semplice spettacolo e diventa qualcosa di diverso. Più pesante. Più denso. La notizia dell’indagine che coinvolge Fabrizio Corona nasce così, nel punto esatto in cui il racconto pubblico smette di essere solo narrazione e diventa materia giudiziaria. Non è soltanto una storia che riguarda personaggi noti, ma una vicenda che tocca il confine più fragile tra esposizione mediatica e tutela della persona.

Negli ultimi anni Corona ha costruito una nuova presenza pubblica attraverso il programma Falsissimo su YouTube, un format diretto, aggressivo, volutamente provocatorio. Un linguaggio che divide, polarizza, alimenta dibattiti. Ma che oggi entra in una fase diversa, quella in cui parole e immagini vengono sottoposte al vaglio del diritto penale.

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L’indagine della Procura di Milano

La Procura di Milano ha iscritto Fabrizio Corona nel registro degli indagati con l’ipotesi di diffusione illecita di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, il reato comunemente definito revenge porn. L’inchiesta nasce dalla querela presentata da Alfonso Signorini, direttore editoriale e volto televisivo di primo piano.

Al centro dell’indagine ci sono alcuni contenuti trasmessi nel programma Falsissimo. In una delle puntate, Corona avrebbe mostrato chat private, fotografie e video attribuiti a Signorini. Secondo l’accusa, si tratterebbe di materiale di natura intima, diffuso senza il consenso della persona coinvolta e destinato, per sua natura, a rimanere privato.

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Perquisizioni e sequestri

Dopo la denuncia, l’inchiesta ha avuto un’accelerazione significativa. I magistrati hanno disposto perquisizioni nell’abitazione di Corona e negli studi utilizzati per la realizzazione del programma. I controlli sono stati estesi anche alla sede della Velvet Cut srl di Milano, la società che produce e manda in onda Falsissimo.

Nel decreto di perquisizione viene indicato che Corona avrebbe sostenuto di essere in possesso di una chat intima tra Alfonso Signorini e un modello, ex concorrente del Grande Fratello, oltre a un selfie che ritrarrebbe il giornalista seminudo. Tutto il materiale è stato acquisito per verificarne autenticità, provenienza e modalità di diffusione. Ieri sera, è comunque andata in onda su Youtube la seconda puntata di Falsissimo sulla vicenda.

Il ruolo di Falsissimo nella vicenda

Negli ultimi mesi Falsissimo è diventato uno spazio narrativo atipico, in cui Corona racconta il dietro le quinte del mondo dello spettacolo alternando accuse, rivelazioni e ricostruzioni personali. Proprio questo stile, che per alcuni rappresenta una forma di denuncia, per altri rischia di trasformarsi in una spettacolarizzazione del privato.

Nella puntata finita sotto osservazione giudiziaria, le accuse sarebbero state accompagnate dalla pubblicazione di messaggi e immagini. Secondo Corona, quel materiale servirebbe a dimostrare l’esistenza di un presunto sistema di favori nel mondo televisivo. Per la Procura, invece, il nodo resta la tutela dell’intimità e della dignità della persona.

La posizione di Alfonso Signorini

Alfonso Signorini ha scelto di non alimentare il confronto mediatico. Nessuna dichiarazione pubblica, nessuna replica televisiva. La risposta è arrivata esclusivamente sul piano legale, con la querela che ha dato origine all’indagine.

Una scelta che segna una distanza netta dal clamore e sposta la vicenda dal terreno dello scontro mediatico a quello istituzionale, dove a parlare saranno atti, perizie e valutazioni giuridiche.

La difesa di Fabrizio Corona

Dal fronte difensivo, l’ipotesi di revenge porn viene contestata. Corona ha chiesto di essere ascoltato dai magistrati e si presenterà con i suoi legali davanti al procuratore aggiunto Letizia Mannella e al sostituto Alessandro Gobbis.

Secondo la difesa, il materiale è stato consegnato spontaneamente agli inquirenti e dovrà essere valutato nel suo contesto. La strategia punta a dimostrare che non ricorrerebbero tutti gli elementi necessari per configurare il reato contestato.

Il rischio penale e cosa dice la legge

Il reato ipotizzato è disciplinato dall’articolo 612 ter del codice penale, che punisce la diffusione di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso della persona raffigurata. La pena prevista va da uno a sei anni di reclusione, oltre a una multa che può arrivare fino a quindicimila euro.

In caso di aggravanti, la norma consente anche l’adozione di misure cautelari già nella fase delle indagini preliminari. Un elemento che rende la posizione di Corona particolarmente delicata, anche alla luce dei suoi precedenti giudiziari.

Un passato che pesa

Fabrizio Corona ha alle spalle una lunga storia giudiziaria, con condanne definitive per tentata estorsione e altri procedimenti ancora pendenti, tra cui accuse di diffamazione e bancarotta. In passato è stato condannato a oltre quattordici anni di reclusione, in parte già scontati.

Questo nuovo filone investigativo si inserisce quindi in un quadro già complesso, dove ogni sviluppo assume un peso specifico maggiore.

Una vicenda ancora aperta

L’indagine è in una fase iniziale. Nessuna responsabilità è stata accertata, nessuna conclusione è stata raggiunta. Ci sono accertamenti tecnici in corso, valutazioni giuridiche da compiere e tempi che non saranno brevi.

Quello che resta, per ora, è una storia che parla di potere mediatico, esposizione e limiti. Una vicenda che si muove tra tribunali e piattaforme digitali e che continuerà a far discutere perché tocca uno dei nervi più scoperti della comunicazione contemporanea.

Quando il rumore si spegne

Quando le luci si abbassano e il clamore rallenta, resta il tempo della riflessione. È lì che le storie smettono di essere solo titoli e diventano domande. Su cosa siamo disposti a guardare. Su cosa siamo disposti a condividere. Su dove, davvero, vogliamo tracciare il confine.

Il caso di Fabrizio Corona indagato non è soltanto cronaca giudiziaria. È uno specchio, e come tutti gli specchi obbliga a fermarsi un istante in più.

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