
Il Natale sembra non finire mai. Le luci restano accese, le palline brillano ancora sull’albero e l’atmosfera delle feste continua ad avvolgere le case anche dopo Capodanno. Ma c’è una domanda che ogni anno torna puntuale, soprattutto tra il 1° e il 6 gennaio: quando si toglie davvero l’albero di Natale?
Non è solo una questione di ordine o di voglia di tornare alla normalità. Per molti, scegliere il giorno giusto ha un significato simbolico preciso, legato alla tradizione, alla religione e – per chi ci crede – anche alla superstizione.
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Quando si toglie ufficialmente l’albero di Natale secondo la tradizione
La risposta più diffusa è una sola: l’albero di Natale va tolto il 6 gennaio, giorno dell’Epifania. È questa la data che segna la conclusione ufficiale del periodo natalizio nel calendario cristiano.
Secondo la tradizione, le decorazioni devono restare fino alla cosiddetta dodicesima notte, tra il 5 e il 6 gennaio, quando si conclude simbolicamente il viaggio dei Re Magi. Togliere l’albero prima di questa data, per molti, significa “interrompere” il Natale prima del tempo.
Perché non andrebbe tolto prima del 6 gennaio
Oltre al significato religioso, esistono credenze popolari molto antiche secondo cui rimuovere le decorazioni natalizie troppo presto porterebbe sfortuna. In passato si pensava che elementi naturali come abete, agrifoglio e vischio ospitassero spiriti benevoli durante l’inverno.
Secondo queste credenze, togliere l’albero prima dell’Epifania avrebbe impedito a questi spiriti di completare il loro ciclo, alterando l’equilibrio naturale e portando conseguenze negative nei mesi successivi.
E se lo si lascia oltre il 6 gennaio?

Non tutti, però, smontano l’albero subito dopo l’Epifania. In alcune tradizioni, soprattutto nel passato, le decorazioni restavano in casa fino al 2 febbraio, giorno della Candelora.
Questa data coincide con la Presentazione di Gesù al Tempio e rappresenta simbolicamente la chiusura definitiva del ciclo natalizio. Oggi è una scelta meno comune, ma ancora praticata da chi ama prolungare l’atmosfera invernale e le luci calde in casa.
Perché sempre più persone tolgono l’albero già a gennaio
Negli ultimi anni, complice la vita frenetica e il ritorno rapido alla routine lavorativa, molte persone scelgono di smontare l’albero già tra il 1° e il 2 gennaio. Non per mancanza di rispetto verso la tradizione, ma per un bisogno pratico di “ripartire”.
Il 2 gennaio, per molti, è il vero inizio dell’anno: finisce il rumore delle feste e comincia il tempo delle decisioni, degli impegni e dei nuovi equilibri.
L’albero di Natale come simbolo, non solo decorazione
L’albero di Natale non è sempre stato solo un oggetto decorativo. Le sue origini affondano in antichi riti pagani legati alla natura, alla vita e al rinnovamento, poi assorbiti dalla tradizione cristiana.
L’abete, sempreverde anche in inverno, rappresenta la continuità della vita e la speranza. Per questo motivo, il momento in cui lo si toglie segna simbolicamente il passaggio dalle feste alla quotidianità.
Quindi: qual è il giorno “giusto” per togliere l’albero?
Secondo la tradizione più diffusa: la notte tra il 5 e il 6 gennaio. Secondo alcune usanze più antiche: entro il 2 febbraio. Secondo la vita moderna: quando senti che è il momento di voltare pagina.
Non esiste una scelta sbagliata. Esiste solo il significato che ciascuno attribuisce a quel gesto.
Il vero senso del togliere l’albero di Natale
Smontare l’albero non è solo riordinare casa. È un rito silenzioso che chiude un periodo e ne apre un altro. È il segnale che le feste finiscono, ma che l’anno – quello vero – comincia.
E forse, più che la data esatta, conta il modo in cui lo si fa: con calma, senza fretta, accettando che il tempo delle luci lasci spazio a quello delle scelte.
