
La formula segreta della Coca-Cola è da oltre un secolo uno dei segreti industriali più protetti al mondo. Un mito costruito su caveau blindati, ingredienti spediti separatamente e pochissime persone autorizzate a conoscerne la composizione completa. Eppure, nel gennaio 2026, un video pubblicato su YouTube ha messo seriamente in discussione questa leggenda.
Il protagonista è LabCoatz, divulgatore scientifico con oltre 200 mila iscritti, che ha dedicato un intero anno di lavoro alla ricostruzione chimica di una Coca-Cola praticamente indistinguibile dall’originale.
Non una copia “simile”, ma una bevanda chimicamente quasi identica, ottenuta grazie a strumenti di laboratorio avanzati e a un approccio scientifico rigoroso.
Perché la formula della Coca-Cola è sempre stata un tabù
A differenza di molte altre aziende, Coca-Cola non ha mai brevettato la propria ricetta. Il motivo è semplice: brevettare significa rendere pubblici gli ingredienti. L’azienda ha preferito affidarsi al segreto industriale, una scelta che ha trasformato la formula in una leggenda culturale oltre che commerciale.
Nel corso degli anni sono circolate centinaia di ipotesi: agrumi, spezie, oli essenziali, persino foglie di coca decocainizzate. Nessuna, però, è mai riuscita a riprodurre fedelmente il gusto della Coca-Cola classica.
Il punto di svolta: la spettrometria di massa
Il progetto di LabCoatz parte da una premessa radicale: se conosciamo la composizione chimica, conosciamo il sapore. Per farlo, ha coinvolto due specialisti di spettrometria di massa, una tecnica che consente di identificare i composti presenti in una sostanza analizzandone la massa molecolare.
Attraverso l’analisi comparata di Coca-Cola, ingredienti singoli e altre bibite simili, è stato possibile ottenere una vera e propria “impronta chimica” della bevanda. Un passaggio che, fino a pochi anni fa, era considerato fuori portata per un singolo ricercatore indipendente.
Cosa contiene davvero la Coca-Cola (per il 99%)

Credits: LabCoatz
Il video chiarisce un aspetto spesso ignorato: oltre il 99% della Coca-Cola è già noto. Per litro, la bevanda contiene:
- circa 110 grammi di zuccheri;
- 96 mg di caffeina;
- acido fosforico per il pH;
- caramello per colore e note aromatiche;
- anidride carbonica;
- acqua.
Il vero mistero è concentrato in una sola voce dell’etichetta: “aromi naturali”.
Gli aromi: agrumi, spezie e un equilibrio microscopico
Attraverso decine di test, LabCoatz ha identificato come fondamentali:
- limone e lime come base agrumata;
- noce moscata, cannella e coriandolo come spezie chiave;
- tracce minime di vaniglia;
- assenza quasi totale di arancia, contrariamente a molte ricette diffuse.
Alcuni aromi tradizionalmente associati alla Coca-Cola, come neroli e lavanda, sono stati esclusi perché chimicamente incompatibili con il profilo reale rilevato.
La scoperta più sorprendente: l’ingrediente invisibile
Il vero colpo di scena arriva dopo mesi di tentativi falliti. La bevanda ricostruita era “quasi” giusta, ma mancava qualcosa. La soluzione arriva da un’intuizione semplice quanto geniale: la Coca-Cola è, in parte, un tè.
Le foglie di coca, storicamente utilizzate, rilasciano tannini. I tannini non compaiono facilmente nelle analisi di gascromatografia, ma hanno un effetto fondamentale: asciugano il palato, smorzano la dolcezza e rendono il gusto più “secco”.
L’aggiunta di tannini enologici purificati ha reso lo spettro chimico della replica quasi sovrapponibile a quello della Coca-Cola originale.
Il risultato finale: una Coca-Cola indistinguibile
Dopo un anno di lavoro, la replica finale è stata sottoposta a test alla cieca. Il risultato è sorprendente: la maggior parte degli assaggiatori non è riuscita a distinguere la replica dalla Coca-Cola originale.
Alcuni l’hanno addirittura giudicata più simile alla Coca-Cola “classica” rispetto alle varianti commerciali moderne.
È legale ricreare la Coca-Cola?
Dal punto di vista giuridico, il video è estremamente chiaro: la formula della Coca-Cola non è brevettata. Finché non viene utilizzato il marchio o venduto il prodotto come “Coca-Cola”, non esiste violazione diretta.
È uno dei motivi per cui l’azienda ha sempre protetto il segreto con misure fisiche e organizzative, piuttosto che legali.
Perché questo video è diventato virale
Oltre all’aspetto scientifico, il video ha colpito per il contesto culturale: in un momento in cui Coca-Cola viene criticata per campagne pubblicitarie percepite come distanti dalla realtà, un singolo scienziato indipendente ha “smontato” uno dei più grandi miti industriali della storia.
I commenti ironici – tra battute su brevetti, open source e teorie complottiste – hanno contribuito a trasformare il video in un caso mediatico globale.
Conclusione
Il lavoro di LabCoatz non distrugge il mito della Coca-Cola, ma lo trasforma. Dimostra che nel 2026 la conoscenza scientifica diffusa, la collaborazione online e l’accesso agli strumenti giusti possono avvicinarsi persino ai segreti meglio custoditi del capitalismo moderno.
La formula resta ufficialmente segreta. Ma il suo sapore, oggi, lo è un po’ meno.
