Un’esultanza definita “esagerata”, urla giudicate “non professionali”, un racconto bollato come “fazioso”. Dopo la semifinale dei Mondiali tra Inghilterra e Argentina, vinta 2-1 dall’Albiceleste in rimonta, Lele Adani è finito al centro di una tempesta social per la sua telecronaca sbilanciata a favore della squadra di Scaloni. Il suo nome è schizzato fino alla terza posizione tra le ricerche su Twitter e alla quinta su Google: numeri che raccontano quanto il tema abbia bucato.
Il tutto in una partita decisa dai due gol nel finale: l’1-1 di Enzo Fernandez all’86’, su assist di Messi, e il 2-1 di Lautaro Martinez al 92′, ancora su cross del numero 10.

Cosa ha detto (e come)
Sul pareggio argentino, l’ex difensore si è lanciato in un parallelo destinato a diventare virale: “Non è mai finita con l’Argentina, non è mai finita con la Seleccion, il cuore dei campioni del mondo. Einstein diceva che le coincidenze sono il modo in cui Dio sceglie di rimanere anonimo, ma non lo puoi fare con Dios… Maradona 40 anni dopo orienta questa partita e non la fa finire, perché l’epica deve continuare”.
Rai 1, telecronaca di Adani che sfonda la barriera del suono urlando peggio di Roberto Da Crema con la bombola dell’ossigeno #InghilterraArgentina pic.twitter.com/ZUWl0ZpBkD
— Il Grande Flagello (@grande_flagello) July 15, 2026
Sul gol di Lautaro, la voce ormai afona ha lasciato spazio a un “Non ci credo, non ci credo”, prima del tributo a Messi: “Il 68esimo assist con la Nazionale, la routine dello straordinario. A 39 anni la mette di destro, solo da spingere per il Toro di Bahía Blanca… È infinito il cuore dell’Argentina, è infinito il cuore di Lionel Messi”. Al fischio finale, il monologo: “La Seleccion non accetta un no come risposta, rifiuta la resa, rigetta la forza del rivale. Si ribella a pronostici contrari e indirizzi avversi”.
Le critiche: il nodo della faziosità
lele adani é incommentabile, penso seriamente che tiferebbe argentina anche contro la nostra nazionale veramente fastidioso
— 🍪 (@bluesuol) July 15, 2026
Al di là delle battute e degli sfottò, la contestazione più ricorrente ha un contenuto preciso, e riguarda l’imparzialità. In molti hanno fatto notare che il telecronista argentino sia rimasto più composto del commentatore italiano, e c’è chi ha sollevato il tema del rapporto confidenziale con i giocatori dell’Albiceleste, chiamati per nome.
A me non sembra corretta la telecronaca di Adani e Rimedio. Se questo è il futuro delle telecronache, è degradante.
— Graziano Carugo Campi (@CampiMinati) July 15, 2026
La sintesi più efficace è arrivata da un’utente: “Peggiore in campo Adani. Urla, sproloqui, faziosità, ma nemmeno quando gioca l’Italia. Una semifinale mondiale sulla tv nazionale non può essere commentata così”. Il punto sollevato è quello: non tanto l’enfasi in sé, quanto la scelta di uno schieramento esplicito su una partita che non coinvolge la Nazionale, trasmessa dal servizio pubblico.
La replica: “Mi vengono le parole da sole”
A Notti Mondiali, Adani ha voluto rispondere, e lo ha fatto rivendicando il proprio approccio senza scusarsi. “Non penso che avremo mai la risposta su chi sia il più grande. Io sento cose nel cuore: penso che Messi sia la continuazione di Maradona in campo. Numero 10, mancino, argentino. Anche attraverso le vittorie”.
Adani: “Le parole mi vengono da sole. A volte non so nemmeno cosa dico” 😂 #nottimondiali https://t.co/Bz8AJOhvAh pic.twitter.com/V8FZ0vQIOX
— Il Grande Flagello (@grande_flagello) July 15, 2026
Poi la spiegazione del suo modo di stare al microfono: “Testimoniare questi momenti mi fa commuovere. Il calcio è magico e unico, personalmente mi migliora come uomo. Mi vengono le parole da sole, sono parole di sentimento e a volte non so nemmeno cosa dico. Sono le lacrime date dall’amore per il calcio, e sono contento di condividerle”.
Un dibattito che va avanti da anni
Quella su Adani non è una polemica nuova, ma un classico ricorrente del calcio televisivo italiano. Seconda voce delle telecronache Rai, volto prima della Bobo TV e oggi di Viva el Futbol, l’ex difensore divide il pubblico da tempo con uno stile enfatico, fatto di urla, esultanze e commenti fortemente partecipati.
Le sue telecronache erano già diventate virali durante il Mondiale in Qatar del 2022, e critiche analoghe erano riemerse agli Europei del 2024 e in diverse gare di Serie A. Il confine del dibattito è sempre lo stesso: per i sostenitori restituisce la passione del calcio e rompe la liturgia della telecronaca ingessata; per i detrattori sacrifica l’imparzialità e il distacco che ci si aspetta da chi racconta una partita in tv.
Appuntamento a domenica
La questione, con ogni probabilità, si riproporrà tra pochi giorni: domenica l’Argentina di Messi affronterà la Spagna nella finale dei Mondiali. Con Adani, verosimilmente, di nuovo al microfono.
Un dato, intanto, resta difficile da ignorare: la Rai ha registrato ascolti record con questi Mondiali. E il telecronista più discusso d’Italia, tra chi lo ama e chi non lo sopporta, riesce comunque a portare tutti davanti allo stesso schermo. Anche solo per poterne parlare male il giorno dopo.
