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Migranti dal Bangladesh, un rapporto ricostruisce rotte e costi del traffico: i numeri e il ruolo dei trafficanti

22/07/2026 09:54 - Aggiornamento 22/07/2026 10:04

Una delle rotte migratorie più attive verso l’Italia parte dal Bangladesh, un Paese che non è in guerra. A ricostruirne meccanismi, tappe e costi è un dettagliato rapporto degli analisti indipendenti del Mixed Migration Centre (Mmc), che fotografa il funzionamento di una rete transnazionale di traffico di esseri umani.

Secondo i dati citati, nel 2025 sono sbarcati in Italia 20.164 cittadini bengalesi, che negli ultimi anni rappresentano una delle principali nazionalità di arrivo attraverso la rotta libica. Un fenomeno di dimensioni rilevanti, dietro al quale si muove un business stimato in centinaia di milioni di dollari l’anno.

Le tariffe del viaggio

Il rapporto quantifica i costi sostenuti dai migranti lungo il percorso. Secondo gli analisti, per l’intero viaggio fino all’Italia si pagherebbero tra i 10.000 e i 14.000 dollari, con molti che alla fine arriverebbero a spendere tra i 15.000 e i 17.000 dollari a causa di estorsioni e costi aggiuntivi subiti in Libia.

Sul prezzo minimo, il migrante verserebbe un anticipo di circa 3.000 dollari, saldando il resto all’arrivo in Libia. Somme spesso anticipate da familiari e amici già in Italia, oppure contratte come debito, da ripagare con lunghi periodi di lavoro. Il giro d’affari complessivo del traffico su questa rotta è stimato dal rapporto tra i 160 e i 190 milioni di dollari l’anno.

Le tappe della rotta

Il viaggio, ricostruisce il rapporto, inizierebbe spesso con un normale biglietto aereo dal Bangladesh verso Dubai o altri scali, per proseguire poi in Egitto e raggiungere infine la Libia, atterrando all’aeroporto di Bengasi, nella parte orientale del Paese.

Da lì il percorso proseguirebbe via terra lungo la costa libica, attraverso diverse località, fino ai principali punti di partenza della Libia occidentale, da cui vengono organizzate le traversate verso l’Italia. Alcuni migranti, in misura minore, si imbarcherebbero invece verso la Grecia.

Il ruolo dei social e dei mediatori

Il rapporto dedica un capitolo al cosiddetto “fattore di attrazione” verso l’Italia. Sui social network circolerebbero numerose pagine e messaggi dedicati al viaggio e all’attraversamento del Mediterraneo, con contenuti pensati per orientare chi intende partire.

Secondo gli intervistati nel rapporto, l’Italia sarebbe considerata una meta per la presenza di comunità bengalesi già radicate in diverse città e per le prospettive di inserimento lavorativo. La rete di mediatori e facilitatori lungo la rotta sarebbe transnazionale e partirebbe da figure attive nei principali hub del Bangladesh, con un reclutamento che in alcuni casi avverrebbe anche online.

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