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Attentato a Ranucci, arrestato Valter Lavitola: accusato di essere il mandante

10/08/2026 13:54

Svolta nell’inchiesta sull’attentato dinamitardo ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore di Report. L’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola è stato arrestato e portato in carcere con l’accusa di essere il mandante dell’azione compiuta nell’ottobre scorso a Pomezia, vicino Roma.

Attentato a Sigfrido Ranucci, arrestato Valter Lavitola con l’accusa di essere il mandante

La misura cautelare e le accuse

Il provvedimento è stato emesso dal gip di Roma nell’ambito dell’indagine coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, che contesta a Lavitola anche l’aggravante del metodo mafioso. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo.

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Ricercato anche un intermediario, latitante in Africa

Il gip ha emesso un mandato di arresto anche nei confronti del cittadino camerunense Gomes Clesio Tavares, accusato di aver preso parte al progetto dell’attentato. L’uomo, attualmente latitante e ritenuto essersi rifugiato in Africa, secondo l’accusa avrebbe fatto da intermediario tra Lavitola e il commando di quattro persone che materialmente compì l’azione dinamitarda il 16 ottobre dello scorso anno.

Cosa accadde la notte del 16 ottobre 2025

L’attentato risale alla sera del 16 ottobre 2025, quando un ordigno rudimentale, composto da circa un chilo di esplosivo, fu fatto detonare davanti al cancello dell’abitazione di Ranucci, a Campo Ascolano, frazione del comune di Pomezia. L’esplosione distrusse completamente l’automobile del giornalista e quella della figlia, rientrata a casa solo pochi minuti prima, danneggiando anche il muro perimetrale dell’abitazione.

I quattro esecutori già arrestati a giugno

Lo scorso 30 giugno erano già stati arrestati i presunti esecutori materiali dell’attentato: quattro persone originarie delle province di Napoli e Avellino, ritenute aver agito su commissione dietro compenso economico. Le indagini, condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, si erano basate in particolare sull’analisi dei tabulati telefonici e sull’incrocio dei dati dei ripetitori, che avevano permesso di ricostruire con precisione gli spostamenti del commando nei giorni precedenti e in quello dell’attentato.

Le parole di Ranucci dopo il primo giro di arresti

Commentando i primi arresti di giugno, lo stesso Ranucci aveva spiegato di sapere in anticipo che sarebbe accaduto qualcosa, pur senza conoscere i dettagli emersi dalle indagini. Il giornalista aveva ringraziato il Nucleo Investigativo dei Carabinieri, sottolineando la necessità di comprendere fino in fondo la vicenda e di verificare l’esistenza di eventuali “altri livelli” dietro l’organizzazione dell’attacco.

Il commento della Rai

Al momento dei primi arresti, l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi e il Consiglio di amministrazione dell’azienda avevano definito l’operazione un risultato significativo, rinnovando la piena vicinanza a Ranucci e auspicando che le indagini portassero anche all’identificazione dei mandanti dell’attentato.

Cosa succede ora

Con l’arresto di Valter Lavitola, le indagini della Procura di Roma compiono un passo decisivo verso l’individuazione della catena di responsabilità dietro l’attentato, restando ancora da chiarire, secondo gli inquirenti, eventuali ulteriori livelli organizzativi coinvolti nella vicenda.

Fonte: Sky TG24, Adnkronos, Today.it, Il Messaggero, RSI

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