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Caldo estremo e aule roventi: l’appello dei medici, “Rinviare l’apertura delle scuole al Sud”

04/09/2026 08:26

In concomitanza con la riapertura degli istituti scolastici è in arrivo in Italia la sesta ondata di caldo estremo, che renderà le aule roventi mettendo a repentaglio il benessere di studenti e insegnanti. A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che condivide le richieste arrivate da più parti su un possibile posticipo dell’avvio dell’anno scolastico.

Caldo estremo e aule roventi, l’appello dei medici dell’ambiente per rinviare l’apertura delle scuole al Sud

La proposta: scuole chiuse al Sud fino all’equinozio

Secondo la Sima, bisognerebbe fare i conti con la realtà e ragionare sulla possibilità di lasciare chiuse le scuole al Sud Italia fino all’equinozio d’autunno, che cade tra il 21 e il 23 settembre, allo scopo di tutelare il benessere psico-fisico degli alunni.

Solo l’11% degli istituti ha la climatizzazione

I cambiamenti climatici registrati nel nostro Paese impongono modifiche nel settore della scuola volte a tutelare la salute di studenti e personale scolastico, spiega la Sima in una nota. Ad oggi risulta che solo l’11% degli istituti sia dotato di sistemi di climatizzazione, riservati però agli uffici amministrativi, mentre le aule possono contare solo su ventilatori, del tutto inadatti a garantire una temperatura indoor adeguata.

Le parole del presidente Sima Alessandro Miani

Il presidente della Sima, Alessandro Miani, sottolinea come le aule italiane siano generalmente affollate, surriscaldate e scarsamente ventilate, con possibili aumenti di anidride carbonica, causa di diversi problemi quando le sue concentrazioni superano il valore di 1.500 parti per milione. Non a caso, ricorda Miani, lo scorso anno si sono registrati mancamenti e malori tra gli studenti, specie al Sud Italia, per tutto il mese di settembre, dovuti al caldo eccessivo nelle classi.

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Temperature fino a 36 gradi anche a ottobre

Il fenomeno delle ondate di calore sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, con possibilità del protrarsi di temperature fino a 36 gradi centigradi fino al mese di ottobre, non può essere trascurato o, peggio, ignorato, avverte il presidente della società scientifica.

Un beneficio anche per il turismo

Secondo Miani, differenziare l’avvio dell’anno scolastico tra le diverse aree del Paese consentirebbe inoltre di sostenere l’economia del turismo di fine stagione al Sud, offrendo un doppio vantaggio: tutelare la salute degli studenti e prolungare la stagione turistica meridionale.

Fonte: Adnkronos, con dichiarazioni di Alessandro Miani (presidente Sima)

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