Il caldo anomalo che sta ancora interessando l’Italia riaccende il dibattito sulle condizioni degli edifici scolastici e sulla possibilità di posticipare l’inizio delle lezioni. A lanciare una petizione rivolta alle istituzioni locali e nazionali è la professoressa Maria Cuono, docente dell’Istituto di Istruzione Superiore “Vico – De Vivo” di Agropoli, in provincia di Salerno, giornalista e scrittrice.

La richiesta: rientro spostato al 1° ottobre
La docente chiede di rinviare il ritorno tra i banchi dal 15 settembre, data fissata per il rientro in Campania, al 1° ottobre. Secondo Cuono sarebbe inammissibile che l’anno scolastico riprenda quando le temperature restano ancora molto elevate e il clima umido crea condizioni difficili sia per chi deve insegnare sia per gli studenti che devono seguire le lezioni.
Un’istanza inviata anche alla Presidenza del Consiglio
La professoressa ha presentato un’istanza urgente ai vertici istituzionali nazionali e locali, trasmettendo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la petizione popolare lanciata sulla piattaforma Change.org, che in poche ore ha già raccolto duemila firme.
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Temperature fino a 41 gradi in Campania
Nei giorni scorsi la Protezione civile regionale aveva segnalato in Campania temperature superiori di 6-7 gradi rispetto alle medie stagionali, con punte che in alcune zone hanno raggiunto i 41 gradi, aggravate da elevati livelli di umidità soprattutto nelle aree costiere.
“Un problema di salute pubblica”
Per la promotrice della petizione, le temperature elevate a metà settembre rappresentano un rischio concreto per la salute di migliaia di studenti e insegnanti, costretti a trascorrere ore in aule spesso prive di climatizzatori, in condizioni ritenute inadatte sia all’insegnamento che all’apprendimento. Secondo quanto sottolineato nell’istanza, la situazione configurerebbe una violazione delle condizioni di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro previste dal Decreto Legislativo 81 del 2008.
Oltre il 92% delle scuole senza climatizzazione
Il problema, secondo quanto evidenziato nella mobilitazione, riguarda una carenza strutturale diffusa: oltre il 92% delle scuole italiane risulterebbe privo di impianti di climatizzazione adeguati, con dati che parlano di oltre 339mila aule prive di sistemi di raffrescamento su circa 366mila complessive.
Le due richieste della petizione
La proposta della professoressa Cuono si articola in due punti: da un lato il posticipo dell’apertura dell’anno scolastico al 1° ottobre, dall’altro l’avvio di un piano per l’installazione di sistemi di climatizzazione negli edifici scolastici, considerato un investimento necessario per garantire condizioni adeguate di studio e di lavoro.
La prima mobilitazione ufficiale in Italia sul tema
Quella partita dal Salernitano viene descritta come la prima mobilitazione ufficiale in Italia per chiedere il rinvio dell’apertura dell’anno scolastico a causa delle ondate di calore, in un contesto in cui il problema del caldo nelle aule rischia di ripresentarsi ogni anno con la stessa intensità.
La palla passa alle istituzioni
Ora l’attenzione è rivolta alle istituzioni regionali e nazionali, chiamate a valutare la proposta e, più in generale, a individuare soluzioni strutturali capaci di garantire ambienti scolastici adeguati di fronte a un fenomeno che, secondo la promotrice della petizione, rischia di non poter più essere considerato eccezionale.
Fonte: Leggo.it, LabTv, SalernoToday, SalernoNotizie, Cronache della Campania, Il Meridiano News