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Meloni risponde a Bonaccini: “Noi rispettiamo gli italiani, non chiediamo i titoli di studio”

28/08/2026 12:58

Nuovo scontro a distanza nella politica italiana. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha replicato duramente al presidente del Pd Stefano Bonaccini, che nei giorni scorsi aveva parlato del voto di centrodestra come “in modo maggioritario” espresso da “chi ha studiato poco”.

Giorgia Meloni replica a Stefano Bonaccini sul voto di chi “ha studiato poco”

Cosa aveva detto Bonaccini

Bonaccini, martedì scorso ad Albenga, in provincia di Savona, a margine di un incontro dal titolo “Costruiamo l’alternativa”, aveva parlato del consenso perso dal centrosinistra tra i ceti più svantaggiati, accostando il voto per Trump, per la Brexit, per la destra tedesca, per Le Pen e per Meloni, Salvini e Vannacci in Italia a quello espresso in prevalenza da chi ha studiato meno, vive nelle aree interne delle città e affronta maggiori difficoltà economiche.

La replica di Meloni sui social

Attraverso un post pubblicato sui propri canali social, Meloni ha ironizzato sulla “illuminata lezione” di Bonaccini, sostenendo che secondo questa impostazione chi vota a sinistra sarebbe colto e consapevole, mentre chi vota per il centrodestra verrebbe descritto come ignorante da compatire o rieducare. La premier ha ribaltato l’argomentazione, sostenendo che quegli elettori avrebbero piuttosto sperimentato direttamente le conseguenze delle politiche di sinistra, tra città meno sicure, confini senza controllo e periferie dimenticate.

“Noi non chiediamo titoli di studio”

Nel passaggio più diretto del proprio intervento, Meloni ha affermato che gli italiani sceglierebbero il centrodestra proprio perché non verrebbe loro richiesto alcun titolo di studio prima di essere ascoltati, concludendo che sarebbe forse proprio quel rispetto che Bonaccini e una certa sinistra, nonostante le sconfitte elettorali, non avrebbero ancora imparato ad applicare.

La difesa di Bonaccini: “Frase estrapolata”

Interpellato sulla polemica durante un’intervista a “Coffee Break” su La7, Bonaccini ha respinto le accuse, sostenendo che la propria affermazione sarebbe stata estrapolata da un ragionamento più ampio. Il presidente del Pd ha spiegato di essersi riferito a un dato emerso da analisi e studi elettorali degli ultimi dieci anni in Occidente, secondo cui, scorporando i risultati, la destra avrebbe ottenuto consensi maggioritari tra chi possiede titoli di studio meno elevati, pur riconoscendo l’esistenza di elettori laureati che votano per la destra italiana.

“Serve una sinistra più popolare”

Secondo Bonaccini, il senso del proprio intervento era rivolto proprio al centrosinistra, chiamato a rappresentare meglio chi vive maggiori difficoltà economiche o ha avuto meno opportunità di accedere a percorsi di studio elevati, ribadendo la necessità di costruire una sinistra più vicina ai bisogni popolari.

Fonte: LaPresse

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