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Meteo, addio caldo: arrivano supercelle di grandine tra il 9 e l’11 settembre

07/09/2026 18:52

L’estate non è ancora finita, ma sull’Atlantico si prepara il cambio di scenario. Un vortice di bassa pressione sta avanzando verso l’Europa e potrebbe raggiungere l’Italia tra mercoledì 9 e venerdì 11 settembre 2026. Secondo le analisi del colonnello Mario Giuliacci, il passaggio della perturbazione sarà accompagnato da temporali localmente intensi, supercelle di grandine e da una brusca diminuzione delle temperature.

Meteo, addio caldo: in arrivo supercelle di grandine e mesocicloni tra il 9 e l’11 settembre

La fiammata finale prima della svolta

Prima dell’arrivo del fronte perturbato, l’anticiclone africano manterrà condizioni estive su gran parte della Penisola. Le massime saranno generalmente comprese tra 34 e 35 gradi, con punte di 37-38 gradi attese in alcune zone dell’Emilia-Romagna, della Puglia, del Materano, della Calabria ionica e sulle Isole maggiori. L’ondata di caldo sarà sostenuta dalla risalita dell’alta pressione dal Nord Africa verso la Spagna e la Francia meridionale, con una successiva estensione verso l’Italia.

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Cosa sono le supercelle e il mesociclone

L’anticiclone africano, che ha riportato temperature decisamente sopra la media in molte zone d’Italia, lascerà gradualmente spazio a correnti più fresche di origine nord-atlantica. Il passaggio della perturbazione potrebbe portare piogge abbondanti e supercelle di grandine legate a fenomeni di mesociclone, ovvero sistemi temporaleschi che al loro interno sviluppano una rotazione, capaci di generare grandinate di dimensioni particolarmente elevate e forti raffiche di vento.

Calo termico fino a 10 gradi

Il cambio di scenario porterà con sé anche un sensibile calo delle temperature, che secondo le previsioni potrebbe arrivare fino a 8-10 gradi in meno rispetto ai valori attuali, riportando i termometri su livelli decisamente più vicini alla media del periodo dopo settimane di caldo intenso.

L’estate 2026, la più calda dal 1950

Il contesto in cui si inserisce questa svolta autunnale è quello di una stagione già entrata nei libri di storia: secondo le analisi più recenti, l’estate 2026 si conferma la più calda registrata dal 1950 a oggi, un dato che rende ancora più significativo il contrasto termico atteso con l’arrivo della perturbazione atlantica.

Il Mediterraneo, un serbatoio di calore

Proprio l’accumulo di calore nel bacino del Mediterraneo, descritto da Giuliacci come ormai “bollente” anche in profondità, rappresenta un fattore chiave per comprendere l’intensità dei fenomeni attesi: l’incontro tra l’aria fredda in arrivo e le acque ancora molto calde del mare rischia infatti di amplificare ulteriormente la violenza dei temporali.

Fonte: Leggo.it, con dichiarazioni del colonnello Mario Giuliacci

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