Dieci grammi. Meno di mezza fetta di pane. Eppure sono bastati a scatenare un’indagine ufficiale, una diffida e un conto finale da 15mila euro per un fornaio tedesco, protagonista suo malgrado di una vicenda tanto paradossale quanto istruttiva sulle norme che regolano la vendita a peso dei prodotti alimentari.

Come nasce la vicenda
Nel panificio in questione, quando un cliente chiede mezza pagnotta, la commessa prende quella intera, la taglia a metà con l’affettatrice e fa pagare esattamente la metà del prezzo pieno, calcolato in base al costo al chilo del pane, fissato a 4,80 euro.
I dieci grammi mancanti
Un cliente, tornato a casa con la propria metà di pagnotta, ha deciso di pesarla con una bilancia di precisione, scoprendo che il peso risultava di dieci grammi inferiore a quanto atteso. Invece di segnalarlo di persona al fornaio, ha scelto di inviare una mail dai toni piuttosto risentiti.
La risposta ironica del fornaio
Il titolare del panificio, identificato con il cognome Breitner, ha risposto alla lamentela con leggerezza, spiegando che a volte capita di perdere qualche grammo e altre volte di guadagnarne, promettendo che la volta successiva sarebbero stati probabilmente dieci grammi in più. Un modo, insomma, per far capire che il pane non viene tagliato al laser e che una minima variazione di peso rientra nella normalità.
Il reclamo ufficiale e il divieto
Il cliente, tutt’altro che soddisfatto dalla risposta, ha deciso di portare la questione all’attenzione dell’Ufficio Pesi e Misure, che ha vietato con effetto immediato al fornaio di continuare a vendere mezze pagnotte con le stesse modalità utilizzate fino a quel momento, richiamandosi al Regolamento sui Prodotti Preconfezionati, noto in Germania come FPackV.
La regola che ha incastrato il fornaio
Il nodo della questione riguarda proprio la modalità di vendita: se il fornaio avesse tagliato in anticipo le pagnotte, prezzandole già come mezze pagnotte pronte da scaffale, non ci sarebbe stato alcun obbligo di ripesatura. Ma trattandosi invece di una pagnotta intera venduta a peso e tagliata solo su richiesta del cliente al momento dell’acquisto, la normativa impone che ogni singolo pezzo venga ripesato con una bilancia di precisione prima della vendita.
Il conto finale: 15mila euro
Per adeguarsi alle prescrizioni dell’Ufficio Pesi e Misure ed evitare ulteriori sanzioni, il fornaio si è ritrovato a dover sostenere una spesa complessiva stimata in 15mila euro, necessaria per adeguare procedure e strumentazione alle regole sulla vendita a peso dei prodotti da forno, il tutto scaturito da un reclamo il cui valore economico reale ammontava a soli 3 centesimi di euro.
Fonte: Leggo.it