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Omicidio Colapietro, la madre del fermato: “Piangeva, era sconvolto”

26/09/2026 16:18

“Mio figlio era disperato, continuava a piangere, era sconvolto”. A parlare, dal citofono del proprio stabile nella periferia sud di Torino, è la madre di Christian Matheus De Oliveira Morando, il 26enne originario di Chivasso fermato per l’omicidio e lo smembramento di Fabio Colapietro, il cui corpo fatto a pezzi è stato rinvenuto nella notte tra giovedì e venerdì in un appartamento di Borgo Vittoria.

La madre di Christian Matheus De Oliveira Morando racconta le ore prima del fermo per l'omicidio di Fabio Colapietro

La smentita sulla chiamata al 112

La donna ha voluto precisare la dinamica che ha portato all’intervento delle forze dell’ordine, smentendo le prime ricostruzioni secondo cui sarebbe stata lei a denunciare autonomamente il figlio: è stato lui stesso, ha spiegato, a contattare la polizia dal proprio telefono.

L’incontro in piazza Rebaudengo

Il racconto della donna ripercorre le ore della sera di giovedì, quando il figlio l’ha contattata per chiederle di raggiungerlo in zona Rebaudengo, non lontano dal luogo del delitto. Una volta ritrovatasi con lui in piazza, la madre lo ha spinto a chiamare la polizia.

La telefonata al numero unico di emergenza

Una volta avviata la chiamata al 112, il ragazzo non riusciva ad articolare i fatti a causa dell’estrema agitazione. L’operatore, chiedendogli se ci fosse qualcuno con lui, si è sentito rispondere che era presente la madre, alla quale è stato passato il telefono.

“Venite, mio figlio ha fatto del male a qualcuno”

Nel breve scambio con l’operatore, la donna non era in grado di fornire dettagli precisi su quanto accaduto nell’alloggio di via Gulli, limitandosi a chiedere l’intervento delle pattuglie e a riferire che il figlio aveva fatto del male a qualcuno, senza sapere specificare cosa fosse effettivamente successo.

“Non frequentavo più la sua vita”

Interpellata sulle frequentazioni e sulla quotidianità del 26enne, la madre ha sottolineato la distanza dalla vita condotta dal figlio negli ultimi tempi, spiegando di non conoscere le persone che frequentava e di non abitare più insieme a lui da tempo.

Le altre due persone fermate

Per l’omicidio sono state fermate anche Nicole Formichetti, insegnante di 47 anni, e la 22enne italo-filippina Keith Butig, accusate di concorso in soppressione di cadavere e favoreggiamento.

Presunzione di innocenza

La vicenda resta interamente al vaglio della magistratura, e tutte le persone fermate devono considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Fonte: Open, articolo di Cecilia Dardana

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