Fin dalle prime ore dell’alba di lunedì 28 settembre, molte delle oltre 4mila stazioni Eni sparse per l’Italia sono state prese d’assalto dagli automobilisti in cerca dello sconto. In poche ore diversi impianti sono stati costretti a chiudere perché il carburante era esaurito.

L’effetto del price cap
La corsa al rifornimento è l’effetto del price cap introdotto da Eni: da oggi, sulla rete Eni ed Enilive, la benzina non può superare 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19 euro. Secondo i calcoli della società, i due tetti sono circa 17 centesimi al litro inferiori ai livelli medi. Un pieno può valere un risparmio fino a 10 euro. Un vantaggio sufficiente a spingere molti automobilisti verso la compagnia, in una fase di rialzi continui dei prezzi.
Trento: benzina esaurita alle 10
A Trento la corsa è iniziata già nelle prime ore del mattino: alla stazione Eni di viale Verona, intorno alle 10, la benzina risultava già esaurita, con un cartello a segnalare la mancanza di alcuni prodotti. Gli automobilisti sono stati costretti a cercare altri punti di rifornimento, mentre code si sono formate anche negli altri impianti Eni della città.
Napoli: oltre duemila litri in tre ore e mezza
A Napoli il distributore di via Cristoforo Colombo, a pochi passi dall’incrocio con via Marina, ha erogato in circa tre ore e mezza più di duemila litri di benzina.
Code anche a Firenze
Le prime code si sono registrate anche a Firenze, nei due distributori Eni di via Senese, lungo la strada in uscita dal capoluogo toscano dove si concentrano numerose stazioni di servizio.
Il rischio sold out
Il rischio di scorte esaurite era stato ipotizzato alla vigilia: davanti a un picco di domanda, Eni avrebbe potuto per prima esaurire i prodotti, e non si potevano escludere problemi di approvvigionamento.
Quanto dura e chi è escluso
Il tetto vale per un periodo iniziale di 30 giorni, con possibile proroga fino alla fine dell’anno, a seconda dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Non si tratta di un prezzo imposto a tutti i distributori: le altre compagnie e le cosiddette “pompe bianche” continuano a fissare autonomamente i propri listini. Anche Ip ha seguito Eni con un tetto ai prezzi.
Il contesto: sconto sulle accise dimezzato
Il price cap arriva mentre il governo ha dimezzato lo sconto sulle accise, passato da 12,2 a 6,1 centesimi al litro. Secondo l’Osservatorio del Mimit, il prezzo medio self resta intorno ai 2,15 euro al litro per la benzina.
Fonte: Il Messaggero, L’Adige, Sky TG24, Tgcom24, Today.it, Il Gazzettino