Una massiccia ondata di proteste studentesche è in corso in Francia, con quasi 400 licei bloccati, da oggi anche decine di università, e violenti scontri con la polizia in diverse città del Paese.

Il preside cosparso di benzina a Marsiglia
A Marsiglia, il preside del liceo Victor Hugo è stato aggredito insieme ad altri membri dello staff scolastico. Secondo l’autorità regionale, “il preside, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’equipe scolastica sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina”. Sempre a Marsiglia, un camion dei pompieri è stato accerchiato e poi incendiato dagli studenti davanti al liceo Saint-Exupéry.
Scuole in fiamme a Nantes
Un incendio è stato appiccato nei locali del liceo Nelson Mandela a Nantes. Scontri con la polizia antisommossa si sono registrati anche a Lille, mentre le proteste hanno interrotto completamente la circolazione dei mezzi pubblici a Grenoble.
Il bilancio: oltre 600 arresti
Il bilancio complessivo delle proteste è finora di 625 persone arrestate dall’inizio dei blocchi, mentre i feriti accertati sono oltre 119 tra studenti e dipendenti scolastici, a cui si aggiungono 83 agenti di polizia rimasti feriti. La Procura di Marsiglia ha riferito che tra le 15 e le 20 persone risultano attualmente in stato di fermo nell’ambito delle proteste, “soprattutto minorenni”.
Le indagini sui feriti tra gli studenti
L’Ispettorato di polizia è stato incaricato di svolgere tre indagini in seguito al ferimento di alcuni studenti durante le proteste a Sevran (Seine-Saint-Denis), Saint-Ouen-l’Aumône (Val-d’Oise) e Tours.
Perché protestano gli studenti
Le proteste, iniziate circa una settimana fa nella regione parigina, chiedono in particolare la sostituzione degli insegnanti assenti, un aumento delle risorse, il rinnovo delle scuole e condizioni di apprendimento “decenti”. Per gli universitari la protesta comprende anche questioni economiche: i sindacati contestano il sottofinanziamento degli atenei e alcune misure che riguardano gli studenti stranieri, tra cui l’aumento delle tasse universitarie per molti studenti extra-Ue e la perdita di alcuni aiuti abitativi.
Il vertice di crisi del governo
Di fronte all’escalation delle violenze, il premier francese Sébastien Lecornu ha convocato un vertice interministeriale di crisi al Ministero dell’Interno a Parigi.
Una nuova giornata di mobilitazione il 6 ottobre
L’Union Syndicale Lycéenne (Usl) ha lanciato un appello per inscenare oggi, 1° ottobre, un “atto due” della mobilitazione, annunciando già un’altra giornata d’azione per martedì 6 ottobre.
Fonte: Sky TG24, Quotidiano Nazionale, Leggo.it, Today.it, Secolo d’Italia