Una borsa appartenente ad Antonella Di Ielsi, la donna morta lo scorso Natale a seguito di un’intossicazione da ricina insieme alla figlia 15enne Sara Di Vita, sarebbe stata trovata a sorpresa nella nuova abitazione del marito, Gianni Di Vita. Quest’ultimo ha trovato una nuova sistemazione dopo il sequestro della palazzina di Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove viveva in precedenza con la famiglia.

Il ritrovamento della borsetta
Quando gli investigatori sono entrati nel nuovo appartamento, avrebbero subito notato la presenza di una borsetta. Interpellato su a chi appartenesse, Di Vita avrebbe risposto che era della moglie. Resta ora da chiarire cosa contenesse e per quale motivo fosse finita in quell’abitazione.
L’ipotesi degli inquirenti
Secondo quanto trapelato, gli investigatori si starebbero chiedendo se all’interno di quella borsa possa esserci stato il “vettore” della ricina. Si tratta, va precisato, di un’ipotesi al vaglio, non di un elemento accertato.
Le sei ore da soli in casa
Dalle carte allegate alla relazione sull’autopsia delle due vittime sarebbe emerso che, lo scorso 27 dicembre, marito e moglie sarebbero rimasti da soli in casa per circa sei ore, poiché entrambi, come si legge nei verbali, si sarebbero sentiti male. Va sottolineato che la Squadra Mobile non avrebbe mai trovato riscontri oggettivi relativi ai malori riferiti dall’uomo.
Chi assistette Sara in ospedale
Ad accompagnare Sara in ospedale, dopo un improvviso peggioramento delle sue condizioni, furono lo zio paterno Antonello, la sorella maggiore Alice, 19 anni, e l’infermiere e amico di famiglia Giampiero Mastrogiorgio, che al mattino aveva praticato delle flebo a entrambe le donne.
Il racconto di Gianni Di Vita
Ascoltato dagli inquirenti l’8 gennaio, Gianni Di Vita, che al momento non risulta indagato, aveva raccontato che Sara, mentre le veniva somministrata l’infusione, “diceva alcune parole senza senso, balbettava”.
Presunzione di innocenza
L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita resta interamente al vaglio della magistratura. Al momento nessuno risulta formalmente indagato per i decessi, e ogni ipotesi investigativa dovrà essere confermata dagli accertamenti in corso.
Fonte: Libero Quotidiano