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Roma, metal detector al liceo Amaldi dopo la minaccia di una sparatoria

02/10/2026 14:22

“Ci sarà una sparatoria a scuola, moriranno 89 persone”. È bastata questa frase, apparsa sulla pagina Instagram “Spotted Amaldi”, dove gli studenti si scambiano messaggi anonimi, per far scattare il primo controllo con il metal detector al liceo scientifico Amaldi di Roma, nel quartiere Tor Bella Monaca.

Controlli con il metal detector all'ingresso del liceo Amaldi di Roma dopo la minaccia di una sparatoria

I controlli disposti dalla Questura

La misura è stata decisa dalla dirigente scolastica, Valeria Sentili, dopo una segnalazione inoltrata alla Questura relativa al rischio di possibili episodi problematici. I controlli sono stati effettuati nella mattinata di giovedì 1° ottobre, agli ingressi di entrambe le sedi dell’istituto.

Come si sono svolti i controlli

I controlli sono stati disposti dal questore, d’intesa con il prefetto Lamberto Giannini, ed effettuati all’esterno e agli ingressi della scuola. È stata attivata una cornice di sicurezza lungo il perimetro dell’istituto, con l’impiego di equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, oltre a controlli agli accessi curati dal personale del VI distretto di Pubblica Sicurezza “Casilino”, diretto da Carmine Massarelli, anche con l’utilizzo di metal detector portatili. I ragazzi sono stati fatti aprire gli zaini alla ricerca di armi bianche. I controlli sono stati pianificati in stretto raccordo con la direzione dell’istituto e con l’Ufficio Scolastico Regionale, con un approccio orientato a un clima di accoglienza e collaborazione, anche attraverso l’impiego di agenti giovani.

L’esito dei controlli

I militari hanno escluso il rischio paventato e non hanno trovato alcun oggetto di metallo che potesse rappresentare un pericolo.

Le rassicurazioni della preside

La dirigente ha voluto tranquillizzare le famiglie con una nota pubblicata sul sito della scuola: “Tale operazione non intende assumere un carattere punitivo o repressivo, bensì perseguire una pluralità di obiettivi educativi e di tutela: promuovere la cultura della legalità, garantire un ambiente sicuro, sano e protetto per tutti gli studenti e il personale scolastico, prevenire ed evidenziare eventuali situazioni di disagio”.

Le critiche degli studenti

Contrari i rappresentanti degli studenti. Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio, ha definito semplicistico pensare che la risposta al problema sia la presenza della polizia e dei metal detector: “La scuola deve essere un luogo di formazione, non una caserma”, ha dichiarato, chiedendo strumenti che garantiscano sicurezza senza trasformare gli istituti in luoghi di controllo e paura.

Le misure annunciate dal prefetto

Dopo l’episodio, il prefetto Lamberto Giannini, insieme al questore e ai comandanti provinciali di carabinieri e Guardia di Finanza, ha deciso di intensificare la prevenzione, puntando su un maggiore ascolto degli studenti e su una comunicazione più costante tra scuola e forze dell’ordine.

Fonte: Il Fatto Quotidiano, Open, Radio Colonna, Corriere Nazionale

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