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Il cane gli corre incontro e lui cade: il vicino dovrà risarcirlo con 112mila euro

05/10/2026 13:06

Un cane gli corre incontro senza guinzaglio, lui arretra per evitarlo, cade e si rompe un polso e un gomito. Ora il proprietario dell’animale dovrà risarcirlo con 112mila euro. È la decisione del Tribunale civile di Macerata sul caso di Corridonia, che ha riconosciuto la responsabilità del padrone anche se l’animale, secondo la ricostruzione emersa in giudizio, non avrebbe mai toccato né morso l’uomo. Sul tema dei cani e delle responsabilità dei proprietari la sentenza è destinata a far discutere.

Un cane senza guinzaglio corre verso un uomo per strada: a Corridonia il proprietario condannato a risarcire 112mila euro

L’incidente durante il lockdown

L’episodio risale al 23 aprile 2020, in pieno lockdown. L’uomo, un operaio calzaturiero, si trovava all’esterno della propria abitazione insieme alla moglie e alla cognata quando un American Staffordshire Terrier del vicino è uscito da un portone rimasto socchiuso. Il cane, senza guinzaglio né museruola, ha cominciato a correre verso di lui. Per evitarlo l’uomo ha fatto istintivamente qualche passo indietro ed è caduto all’indietro sull’asfalto, fratturandosi un polso e lesionandosi il gomito.

La perdita del lavoro

Dopo l’incidente l’operaio ha perso anche il posto di lavoro: l’azienda non era riuscita a ricollocarlo in un’altra mansione. Assistito dall’avvocato Francesco Mantella, ha avviato una causa civile contro il vicino.

La difesa del proprietario

Davanti al Tribunale il proprietario ha contestato la ricostruzione: il cane si sarebbe solo avvicinato “a mo’ di feste”, l’operaio avrebbe “frainteso le intenzioni dell’animale” e sarebbe inciampato a causa di un cordolo del marciapiede alle sue spalle. Una versione smentita dai testimoni oculari, secondo cui la caduta era avvenuta in mezzo alla strada.

La decisione del giudice

Il giudice ha ritenuto configurata la responsabilità del proprietario, che risponde dei danni causati dall’animale a prescindere dalla presenza di un contatto fisico diretto, a meno che non provi il “caso fortuito”, cioè un evento imprevedibile ed eccezionale. Una prova che, secondo il Tribunale, non è stata fornita. Si tratta della responsabilità prevista dall’articolo 2052 del codice civile, che è di tipo presunto: chi chiede il risarcimento deve dimostrare che il danno è riconducibile all’animale e che questo appartiene al convenuto.

Le cifre del risarcimento

Il Tribunale ha riconosciuto all’operaio un risarcimento di 112.066 euro, a fronte di una richiesta iniziale di 235.500 euro. L’importo copre le lesioni fisiche e la perdita del posto di lavoro. Il proprietario del cane è stato inoltre condannato a pagare circa 7mila euro di spese legali.

Fonte: Il Messaggero, Open, Leggo.it, Corriere Adriatico, AmeVe

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