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Rovereto, in otto sul treno senza biglietto e ubriachi: si rifiutano di scendere, uno prende a calci e morde due poliziotti

08/10/2026 12:56

Viaggiavano in otto sul treno senza biglietto e in stato di ebbrezza alcolica e, quando il capotreno ha chiesto loro di scendere, si sono rifiutati. L’episodio, avvenuto nei giorni scorsi alla stazione ferroviaria di Rovereto, si è concluso con un arresto: uno dei componenti del gruppo si è scagliato contro i poliziotti, colpendoli con calci e mordendone due. Altre notizie dal territorio nella sezione Rovereto.

La stazione ferroviaria di Rovereto, dove otto persone senza biglietto si sono rifiutate di scendere dal treno e uno ha morso due poliziotti

Il controllo del capotreno

Tutto è iniziato a bordo del convoglio. Durante il controllo dei titoli di viaggio il capotreno ha scoperto che un gruppo di otto persone era sprovvisto di biglietto e ha chiesto loro di scendere. Il gruppo, spinto anche da un evidente stato di ebbrezza alcolica, si è rifiutato.

L’intervento delle forze dell’ordine

Di fronte al rifiuto è stato chiesto l’intervento del 112. Alla stazione di Rovereto sono arrivati gli agenti della Squadra Volante del Commissariato, affiancati dalla Polizia Locale e dal personale di sicurezza presente sul treno. Gli operatori sono riusciti a far scendere tutti i componenti del gruppo.

Calci e morsi agli agenti

Uno degli uomini, però, ha continuato a opporre resistenza e, secondo la ricostruzione fornita dalla Questura di Trento, si sarebbe scagliato contro i poliziotti, colpendoli con calci alle gambe e mordendone due, uno alla mano e uno all’avambraccio.

L’arresto

L’uomo è stato bloccato e fatto scendere dal treno, poi arrestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. È stato trasferito nella casa circondariale di Spini di Gardolo. La Procura della Repubblica di Rovereto ha condiviso l’operato degli agenti e ha chiesto al gip la convalida dell’arresto.

I precedenti

La Questura precisa che l’arrestato era già noto alle forze dell’ordine, con numerosi precedenti per reati contro la persona e contro il patrimonio. Il questore di Trento aveva inoltre emesso nei suoi confronti un avviso orale e un divieto di accesso ai pubblici esercizi e ai locali di pubblico spettacolo.

Presunzione di innocenza

Come sottolinea la nota della Questura, la responsabilità penale dell’indagato sarà accertata solo all’esito del giudizio, con sentenza irrevocabile: fino ad allora vale la presunzione di innocenza.

Fonte: Questura di Trento, TrentoToday, L’Adige, Il T Quotidiano, La Voce del Trentino, La Piazza Web

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