Nuova svolta nel giallo di Pietracatella. Martedì 13 ottobre la polizia effettuerà una perquisizione informatica, con eventuali sequestri, all’Istituto Agrario di Riccia, in provincia di Campobasso, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvenuta nel dicembre 2025. L’obiettivo è capire se da uno dei computer della scuola siano partite ricerche sulla sostanza.

Il decreto della procuratrice
La perquisizione è stata disposta dalla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, con un decreto di otto pagine firmato il 28 settembre. Riguarda l’Istituto Professionale per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale di Riccia, in contrada Caccia Murata. La decisione è stata notificata alle parti, che potranno assistere alle operazioni.
Oltre 70 dispositivi sotto la lente
Secondo quanto riferito, i poliziotti controlleranno tutti i dispositivi elettronici presenti nella scuola, in tutto oltre 70, con l’obiettivo di verificare se da qualcuno di quei computer siano state effettuate ricerche sulla ricina. L’operazione sarà condotta dalla Squadra mobile di Campobasso, insieme agli specialisti del Servizio centrale operativo e della polizia postale, che verificheranno anche l’eventuale cancellazione di cronologie o file.
Perché proprio quella scuola
L’istituto di Riccia è, come riporta l’Ansa, la scuola frequentata da persone che hanno avuto rapporti con le vittime: vi lavora il tecnico di laboratorio, marito di un’insegnante di matematica amica da tempo di Gianni Di Vita, padre e marito delle due vittime, già ex sindaco di Pietracatella. Il tecnico è stato sentito più volte nelle settimane scorse in Questura a Campobasso, mentre l’insegnante, che lavora in un’altra scuola della provincia, ad agosto è stata messa a confronto con lo stesso Di Vita.
“Ispezione informatica”
La procuratrice definisce l’attività “ispezione informatica”. Non è accertato che dai computer della scuola siano partite ricerche sulla ricina: è proprio ciò che la perquisizione dovrà verificare. Una perquisizione, inoltre, non equivale a un’accusa nei confronti del personale dell’istituto.
Lo stato delle indagini
La Procura indaga per duplice omicidio, ma nel fascicolo non risulta iscritto alcun nome. Gianni Di Vita e la figlia diciottenne Alice sono gli unici superstiti della famiglia e, secondo le analisi, non avrebbero assunto ricina. Le indagini proseguono su tutte le piste.
Fonte: Il Messaggero, Ansa, Sky TG24, Il Dubbio, Fanpage.it, Virgilio