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Ranucci non sarà reintegrato a Report: il Giudice del Lavoro respinge il ricorso d’urgenza contro la Rai

10/10/2026 07:24

Il Giudice del Lavoro di Roma ha respinto il ricorso d’urgenza presentato da Sigfrido Ranucci contro la decisione della Rai di rimuoverlo dalla conduzione di Report. Il giornalista non sarà quindi reintegrato prima della ripartenza del programma d’inchiesta, prevista per l’8 novembre. Tutte le novità nella sezione Sigfrido Ranucci.

 

Cosa ha deciso il giudice

Il Giudice del Lavoro ha ritenuto che non sussistessero i presupposti per accogliere le istanze cautelari del giornalista, che chiedeva un provvedimento d’urgenza per riprendere immediatamente il proprio posto alla guida della trasmissione. L’assetto deciso dall’azienda resta quindi invariato, almeno per il momento.

Il processo prosegue nel merito

La decisione riguarda soltanto la richiesta in urgenza di reintegro, mentre il procedimento nel merito va avanti. Va però rilevato che, a questo punto, non ci sono più i tempi affinché Ranucci possa riottenere la conduzione di Report prima dell’8 novembre.

Chi condurrà Report

Alla guida del programma, nella nuova stagione, ci saranno Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi.

La sospensione di dieci giorni

Il pronunciamento arriva in un clima di forte tensione tra il giornalista e i vertici Rai. Soltanto pochi giorni fa l’azienda aveva formalizzato nei confronti di Ranucci un provvedimento disciplinare: una sospensione dal servizio e dallo stipendio per dieci giorni.

La posizione di Rai e quella di Ranucci

Nelle stesse ore il direttore approfondimenti, Corsini, aveva espresso l’auspicio di una decisione negativa del Giudice del Lavoro, sostenendo che l’azienda ritenesse di essere nel giusto. Sulla vicenda Ranucci ha dichiarato: “Rispetto la sentenza del giudice”. Si attendono ora le prossime mosse legali della difesa del giornalista, che potrebbe impugnare la decisione.

Il dibattito sulla libertà d’informazione

La vicenda è destinata a far discutere sia all’interno dell’azienda sia nel dibattito pubblico sulla libertà d’informazione e sulla gestione della programmazione d’inchiesta nel servizio pubblico: da una parte c’è chi sostiene la linea dei vertici di Viale Mazzini, dall’altra chi teme conseguenze sull’autonomia dei programmi d’inchiesta. Il merito della controversia sarà valutato nel prosieguo del processo.

Fonte: Fanpage.it, articolo di Andrea Parrella

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