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Accessibilità per tutti: le linee guida delineate dal PRAXIS

In un mondo utopico tutti gli uomini sono uguali e hanno pari opportunità sociali, in un mondo reale invece esistono ancora quelle che vengono definite “barriere architettoniche”, ovvero tutto ciò che impedisce a persone diversamente abili o con scarsa mobilità, come gli anziani, di poter essere autosufficienti in tutte le situazioni in cui lo è un equivalente cittadino normodotato. 

Partendo da questi presupposti nel 2016 il Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri Laureati e FIABA Onlus – Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche, hanno istituito un documento che traccia le linee guida per provare a riprogettare un mondo più solidale ed equo per tutti dal titolo “Prassi di riferimento (UNI di prassi) UNI / PdR 24: 2016 – Rimozione delle barriere architettoniche – Linee guida per la riprogettazione dell’ambiente costruito secondo i principi di progettazione universale“, più comunemente conosciuto come PRAXIS. 

Il nuovo “Praxis” descrive alcune possibili soluzioni tecniche per eliminare i problemi critici più comuni quando si rimuovono le barriere architettoniche, indicando gli strumenti legali adeguati, gli standard di regolamentazione volontaria e / o le buone pratiche già adottate.

Le linee guida sono applicabili a tutti i contesti, come spazi urbani (percorsi e aree pedonali, aree verdi, strade e strade, ecc.), Edifici pubblici e scolastici, strutture ricreative (sport, cultura e teatri; hotel, templi, patrimonio culturale e musei; ecc.).

Un focus particolare viene centrato sui dispositivi da installare in ambienti sia pubblici che privati che possano permettere la tanto inflazionata “accessibilità per tutti”, come ascensori, piattaforme elevatrici, montascale e servoscale oltre ad una progettazione multisensoriale anche per gli ipovedenti. 

Le altezze sono le barriere architettoniche più comuni

Nella sezione dedicata alle soluzioni definite “tecniche” per il superamento dei principali ostacoli di accessibilità, la Praxis identifica la differenza di altezza come il problema principale, nel ridisegnare gli ambienti per renderli accessibili alle persone con mobilità ridotta. Allo scopo di risolvere tali aspetti critici, la legislazione vincolante offre ai progettisti quattro possibili soluzioni: rampe, ascensori, piattaforme di sollevamento e montascale.

Ascensori. Esso è la soluzione per tutti gli utenti. Gli ascensori sono utili per chiunque sia per disabili che per normalmente abili in caso di trasporto di materiale pesante o difficoltà fisiche. La loro istallazione può risultare limitata da motivi di spazio, anche se oggi con l’immissione in commercio dei mini-modelli, questo problema si può arginare.

Montascale o Servoscala. Essi sono una soluzione per singoli utenti. Hanno bisogno di una manutenzione accurata grazie alle loro caratteristiche peculiari. La domanda che spesso i costruttori si pongono è: ma i montascale possono trasportare anche le persone in carrozzella? La risposta è sì e porta il nome di servoscala a pedana. La maggior parte degli utenti su sedia a rotelle infatti grazie a questo dispositivo può utilizzare un montascale rendendo accessibile lo spostamento anche sulle ruote. 

Piattaforme elevatrici. Le piattaforme elevabili sono una buona soluzione in caso di necessità di ammodernamento di strutture esistenti, in presenza di spazi limitati o per vincoli estetici / architettonici. La loro adozione potrebbe essere molto efficace nel caso di edifici antichi e storici, anche come alternativa agli ascensori.

 

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