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Afghanistan, avanzata dei talebani: telefonata tra Draghi e Di Maio

Sabato 14 agosto 2020 – Afghanistan, talebani a pochi chilometri da Kabul, telefonata tra il premier Draghi e il ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio nella tarda serata di ieri. Durante il colloquio è stata ribadita la necessità di agire con la massima cautela per mettere in sicurezza il personale dell’ambasciata italiana in città. Intanto il capo delle Nazioni Unite ha avvertito che la situazione è fuori controllo: l’avanzata dei talebani sta avendo conseguenze devastanti per i civili. 

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Afghanistan talebani

Afghanistan, talebani alle porte di Kabul: telefonata tra il premier Draghi e Di Maio

I talebani afghani nelle ultime ore hanno rafforzato la loro stretta territoriale intorno a Kabul. Hanno preso il controllo di Lashkar Gah e altri tre capoluoghi provinciali dopo che giovedì hanno conquistato Kandahar e Herat, seconda e terza città dell’Afghanistan. Tutto questo a poche settimane dal 31 agosto, data in cui gli Usa metteranno formalmente fine a vent’anni di guerra e presenza nel Paese. Altre truppe statunitensi stanno arrivando sul territorio con il compito di aiutare personale diplomatico e altri americani a lasciare l’Afghanistan. Come ha rivelato la Cnn l’ambasciata degli Stati Uniti a Kabul ha invitato il proprio personale a distruggere i documenti sensibili e i materiali “che potrebbero venire usati come strumenti di propaganda”. La situazione è guardata con particolare attenzione anche dall’Italia, come ha spiegato Luigi Di Maio in un’intervista a “Il Corriere della Sera”, in cui si è fatto accenno anche alla telefonata col premier.

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«Alla Farnesina stiamo monitorando la situazione 24 ore al giorno, in stretta sinergia con la nostra ambasciata»

«Ho sentito il presidente Draghi per fare il punto della situazione. Alla Farnesina stiamo monitorando la situazione 24 ore al giorno, in stretta sinergia con la nostra ambasciata a Kabul, con i ministeri della Difesa e dell’Interno e con la nostra Intelligence. La priorità è mettere in sicurezza i nostri connazionali», ha spiegato Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri ha chiarito: «Non ci sarà un nuovo impegno militare, ma non possiamo pensare di abbandonare dopo 20 anni il popolo afghano». A proposito della nostra ambasciata a Kabul questi ha dichiarato: «Ci stiamo preparando ad ogni evenienza, anche quella dell’evacuazione. Dobbiamo pensare alla sicurezza del personale della nostra ambasciata e dei nostri connazionali. Se sarà necessario, con l’importante aiuto della Difesa, porteremo tutti in sicurezza in Italia, in tempi rapidi». E «nel caso di evacuazione, l’ambasciata rimarrà operativa da Roma e i fondi destinati al sostegno delle forze di sicurezza afghane potranno essere ri-orientati verso la tutela dei collaboratori delle nostre componenti diplomatiche, militari e civili», ha specificato Di Maio al “Corriere della sera”. Leggi anche l’articolo —> Incendi in Calabria, Draghi chiama Falcomatà: in arrivo ristori e piano sicurezza

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