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Agitu Ideo Gudeta, chi era la pastora simbolo di integrazione fuggita in Trentino dall’Etiopia

È stata trovata per terra, riversa sul pavimento della camera da letto nella sua casa in valle dei Mocheni, Agitu Ideo Gudeta: simbolo di integrazione aveva soli 42 anni. Pastora etiope scappata alla sua terra con tanta speranza e voglia di studiare, Agitu era giunta in Italia ancora giovanissima e, mantenendosi tra mille lavori, in pochi anni era riuscita a conseguire una laurea in Sociologia all’Università di Trento. Il suo sogno, quello di fondare un’azienda agricola per il recupero della capra Mochena, – una specie indigena quasi estinta – è stato proprio il suo passo successivo.

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Agitu Ideo Gudeta

Agitu Ideo Gudeta, la storia della pastora simbolo di integrazione: dall’Etiopia al Trentino

“Sono animali rustici, – aveva raccontato tempo fa a Repubblica Agitu Ideo Gudetapoco esigenti, ottime capre pascolatrici. E possono rimanere all’aperto praticamente tutto l’anno, permettendomi di risparmiare molto sia sui mangimi sia sui costi di gestione. Inoltre, in questo modo, posso anche ricevere dei finanziamenti previsti per chi recupera razze in via d’estinzione”. Un traguardo importante ma non conclusivo per la 42enne. Agitu avrebbe, infatti, voluto compiere un ulteriore passo: trasformare la sua attività in un agriturismo e puntare sull’accoglienza. Un sogno strappato da chi ieri, martedì 29 dicembre 2020, le ha tolto la vita nella sua casa in Trentino.

Agitu Ideo Gudeta

Segni di violenza sul corpo: ipotesi omicidio

Dopo aver ricevuto minacce a sfondo razziale circa due anni fa, Agitu è stata trovata morta con evidenti segni di violenza sul corpo. Si ipotizza l’omicidio. Sono stati i vicini ad allertare i carabinieri. Ma il primo allarme era stato lanciato da un uomo con cui la vittima aveva un appuntamento nel pomeriggio. Sulla porta nessun segno di effrazione. “La storia di Agitu – ha scritto su Facebook la ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova – è drammaticamente quella di tante, troppe donne. Gli inquirenti indagheranno i motivi dell’omicidio, la giustizia farà il suo corso, ma io oggi colgo soprattutto, come sempre davanti a un femminicidio, il segno tremendo di una vita violata, di una violenza inaudita che interrompe la parabola giorno dopo giorno di una bellezza, accuratamente cercata, resa possibile”. >> Morto Pierre Cardin, colui che ha trasformato i suoi abiti in vere e proprie opere d’arte

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