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Grecia, Alba Dorata è un’organizzazione criminale: la sentenza del tribunale di Atene

Alba Dorata è un’organizzazione criminale. Lo ha dichiarato il tribunale di Atene questa mattina, 7 ottobre 2020. Il processo era iniziato nel 2015, in seguito alle indagini sull’uccisione dell’artista hip-hop antifascista Pavlov Fyssas, avvenuto nel 2013. A distanza di 7 anni dall’omicidio, Giorgos Roupakias, membro del partito, è stato dichiarato colpevole. Condannati anche il leader di Alba Dorata Nikos Michaloliakos e altri membri del partito per l’appartenenza a un’organizzazione criminale, mascherata da partito politico.

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alba dorata condannata

Alba Dorata organizzazione criminale: il processo

Erano circa 15.000 le persone che, accalcate all’esterno del Tribunale di Atene, attendevano la sentenza. Al momento della sua emissione, i disordini sono sfociati in scontri e la polizia è dovuta intervenire con gas lacrimogeni e cannoni d’acqua. La Grecia democratica e antifascista ha festeggiato la sentenza che, dopo 5 anni e mezzo dall’apertura del processo, ha condannato Nikos Michaloliakos e altri 7 ex parlamentari per aver guidato la banda criminale. I giudici hanno condannato gli altri imputati per la partecipazione agli atti criminali eseguiti dal partito, compiuti a danno di immigrati, antifascisti e omosessuali.

Roupakias, che nel 2013 lavorava nel bar dei locali di Alba Dorata, è stato condannato per l’omicidio di Pavlov Fyssas, noto con il nome d’arte di Killah P. Il rapper, il 18 settembre 2013, notte in cui Roupakias lo accoltellò, riconobbe e indicò il proprio assassino prima di morire. L’assassinio aveva rivelato al paese la condotta criminale del partito e aveva fatto aprire le indagini. Giorgos Roupakias, il quale ha confessato l’omicidio, rischia l’ergastolo. Per gli altri colpevoli la reclusione potrebbe arrivare fino a 15 anni. Magda Fyssas, la madre dell’artista assassinato, divenuta simbolo della lotta contro Alba Dorata, ha gioito alla lettura della sentenza.

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La storia del partito neofascista

Nikos Michaloliakos, 62 anni, negazionista dell’Olocausto e con forti convinzioni neofasciste, ha difeso a gran voce Alba Dorata, descrivendola come un partito patriottico ultranazionalista. Le indagini condotte in questi anni hanno rivelato la struttura paramilitare del partito. Gli ordini pronunciati dal leader Michaloliakos e dagli altri dirigenti erano eseguiti dalle squadre di assalto. Le violenze erano sempre rivolte a migranti, oppositori politici e gay. Nel gennaio 2013, i membri di Alba Dorata avevano assassinato un fruttivendolo pakistano ad Atene, mentre nel giugno 2012 avevano quasi ucciso un pescatore egiziano. Nonostante ciò, il partito di estrema destra era arrivato ad essere la terza forza politica del Paese tra il 2014 e il 2015. Il partito, fondato nel 1993, era riuscito ad entrare in parlamento nel 2012, in seguito al malcontento della popolazione per la crisi economica e soprattutto verso l’Unione Europea. Il declino era poi iniziato nel 2019, quando alle elezioni nazionali non aveva superato la soglia di sbarramento del 3%. >> Tutte le news di UrbanPost

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