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Alimentari, stangata d’autunno: 420 milioni in più per le famiglie

28/08/2026 11:22

Un aggravio sul carrello della spesa di 420 milioni di euro nei prossimi tre mesi, pari a circa 70 euro in più a famiglia. È questa la prospettiva che attende milioni di italiani al rientro in città dopo le ferie, secondo una stima provvisoria elaborata dal Codacons.

Stangata d’autunno sulla spesa alimentare: fino a 70 euro in più a famiglia

70 euro in più a famiglia per gli alimentari

In media, una famiglia con due figli spende circa 2.315 euro a trimestre per l’acquisto dei beni alimentari. Ipotizzando un incremento generalizzato dei listini alimentari del 3%, si tratterebbe di un extra di circa 70 euro a nucleo. Le filiere più colpite dai rincari sarebbero mais, riso, pascoli e soia, oltre a ortaggi, uva, olive e frutta.

Le parole del presidente del Codacons

Secondo Gianluca Di Ascenzo, presidente del Codacons, sarà necessario capire come evolverà la situazione internazionale nelle prossime settimane, ma l’escalation dei prezzi dei carburanti e dell’energia registrata nell’ultimo mese di agosto fa temere nuovi rialzi anche sugli scaffali dei supermercati.

Non solo carburanti: pesano i costi di trasporto

Il rincaro dei prodotti trasportati, e in primis degli alimentari, si prolungherà per tutto l’autunno secondo le previsioni. Aumenti che si aggiungono ai costi diretti per i rifornimenti di carburante alla pompa, con una costante erosione del potere d’acquisto delle famiglie che porta anche a una riduzione dei consumi.

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Venezia, Bologna e Milano le città più care

Secondo un confronto dei prezzi al consumo dell’Osservatorio prezzi e tariffe del Mimit, condotto in una decina di città italiane, a luglio la città più cara per il pane fresco è risultata Venezia, quella più onerosa per il Parmigiano Reggiano Milano. Per la carne fresca di bovino si tocca il massimo a Bologna, per il prosciutto crudo a Firenze. L’insalata lattuga verde costa di più a Palermo, mentre le alici fresche di pescato risultano più salate a Genova. Un chilo di pomodori da sugo può arrivare fino a quattro euro a Torino, oltre cinque a Milano e Venezia.

Il ruolo del clima: siccità e fertilizzanti più cari

Tra i fattori che contribuiscono a spingere i prezzi verso l’alto c’è anche il clima. Le previsioni meteo profilano l’arrivo di un super “El Niño”, con ricadute tutte da calcolare, soprattutto nella stagione autunnale. A pesare anche il costo dei fertilizzanti, la cui accessibilità in termini di prezzi è tornata a livelli paragonabili al 2022, l’anno dello scoppio della guerra russo-ucraina: circa il 30% dei fertilizzanti azotati, il 70% di quelli fosfatici e il 40% di quelli potassici necessari all’agricoltura italiana sono importati, mentre il gas naturale rappresenta circa il 70% dei costi di produzione dei fertilizzanti azotati.

Oltre 3 miliardi di danni all’agricoltura

Il quadro per l’Italia è già segnato da un’estate problematica. Secondo Coldiretti, su dati Effis, all’inizio di agosto oltre il 60% della Penisola era interessato da condizioni di siccità. Il caldo record, accompagnato da grandine e incendi, avrebbe prodotto più di tre miliardi di euro di danni all’agricoltura, con perdite di latte nelle stalle calate del 20%.

Nord in sofferenza, riserve idriche sotto la norma

Sotto pressione risultano soprattutto il Nord e il bacino del Po. In Piemonte le riserve idriche sono inferiori del 30% alla norma, con difficoltà per riso, mais, ortofrutta e pascoli. In Lombardia si registrano perdite di mais fino al 70%, coltura fondamentale per l’alimentazione degli animali, già colpiti dallo stress delle alte temperature, con una produzione di latte in calo del 15-20%. Anche Veneto ed Emilia-Romagna affrontano maggiori costi di irrigazione e problemi per pomodoro, soia, barbabietole e foraggi.

Centro-Sud: cascola di frutti e olive fino al 30%

Nel Centro-Sud sono invece penalizzati ortaggi, frutta, oliveti e vigneti. In diverse zone d’Italia si segnalano fenomeni di cascola, la caduta anticipata di frutti e olive prima della maturazione, con perdite potenziali del 20-30%. In Toscana alcune produzioni orticole registrano già circa il 20% in meno, mentre gli oliveti in Liguria vanno perfino oltre questa soglia.

Il costo del gasolio per l’irrigazione

La situazione si è, per così dire, avvitata: la siccità aumenta il fabbisogno di irrigazione proprio quando il carburante è più costoso. Sempre Coldiretti ha segnalato che il gasolio utilizzato per l’irrigazione è passato da circa 0,85 euro al litro all’inizio dell’anno a circa 1,21 euro al litro oggi.

Cosa costerà di più: latte, formaggi, carne e uova

Guardando ai prossimi mesi, il termometro dei rincari indica in particolare latte e formaggi, carne e uova. Attenzione anche alla passata di pomodoro, indicata fra le colture a rischio nella regione padana, e più in generale all’ortofrutta.

Fonte: La Stampa, articolo di Anna Maria Angelone, Barbera e Riccio

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