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Antonio Logli lettera dal carcere: «Non so dove sia Roberta, spero che la verità – quella vera – verrà a galla»

Antonio Logli lettera dal carcere: nella puntata di Quarto Grado andata in onda ieri, venerdì 10 settembre 2021, si è parlato di nuovo del caso Roberta Ragusa. La mamma di Gello di San Giuliano Terme (Pisa) di cui sono misteriosamente perse le tracce la notte fra il 13 e 14 gennaio 2012.

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Anna Vagli e l’avvocato Andrea Vernazza a Quarto Grado

Antonio Logli nuova lettera dal carcere inviata a Quarto Grado

Il nuovo team che difende Antonio Logli, rappresentato ieri dalla criminologa Anna Vagli ospite in studio di Gianluigi Nuzzi, ha confermato di star lavorando per raccogliere prove atte a dimostrare che il marito di Roberta è estraneo alla scomparsa della moglie. Logli, come è noto, sta scontando la condanna definitiva a 20 anni di reclusione per omicidio volontario e distruzione di cadavere ma si professa innocente

Attraverso una nuova lettera indirizzata alla giornalista di Rete 4, Francesca Carollo, e al conduttore Nuzzi, Antonio Logli ha voluto ribadire il suo punto di vista in merito alla vicenda. Scrive dal carcere di Massa, l’ex elettricista della Geste, dove è detenuto. Rivela di aver potuto ricevere la visita dei suoi familiari dopo tanto tempo. Spiega di aver provato una grande emozione nel riabbracciare i suoi congiunti tenuti lontano dalla emergenza Covid. Sono loro – dice – a dargli la forza di lottare per dimostrare la sua verità.

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«Spero che la verità, quella vera, verrà a galla»

“Spero che la verità, quella vera, verrà a galla il prima possibile“, scrive Logli. “I miei genitori sono anziani e io vorrei riabbracciarli da uomo libero“. Aggiunge poi nel suo scritto, il marito di Roberta Ragusa, di aver nominato un nuovo avvocato, Andrea Vernazza, presente nello studio di Quarto Grado ieri, e di sentirsi ora nelle mani giuste.

In carcere continuo a lavorare nel lanificio per la produzione di lenzuola e coperte, e presto tornerò a seguire i laboratori di lettura […] Io dovrei stare altrove, a casa, con i miei affetti più cari”. Poi, sul carteggio processuale che ha sancito la sua condanna a 20 anni, che ha avuto modo di leggere integralmente nei mesi scorsi:

“Mi sono reso conto che avrei dovuto farlo prima, hanno costruito un mostro da prima pagina, bisognava trovare un colpevole e hanno deciso che ero io. Io non so dove sia adesso Roberta, so solo che non sono stato io a farle del male”, precisa. (Continua a leggere dopo la foto)

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La difesa di Logli attacca Loris Gozi: «Ha mentito», e spunta una lettera di un suo ex compagno di cella

Emerge che il pool difensivo di Logli sarebbe intenzionato, nel tentare di ottenere la revisione del processo, a insistere sulla pista dell’allontanamento volontario di Roberta Ragusa. E cercare di smantellare la testimonianza di Loris Gozi, il vicino di casa dei Logli nonché testimone oculare. Con il suo racconto, giudicato attendibile dai giudici, Gozi ha di fatto incastrato Antonio Logli.

A tal riguardo la dottoressa Vagli e l’avvocato Vernazza hanno fatto sapere di aver ricevuto una lettera scritta da un ex compagno di carcere di Gozi. Una lettera in cui si legge:

Quando un giorno vidi Loris preoccupato, gli chiesi come mai. Lui mi rispose che era preoccupato perché aveva rilasciato una falsa testimonianza. Aveva detto di aver visto Antonio Logli in auto fermo e seduto vicino al passaggio a livello nei pressi di casa sua la notte in cui era scomparsa la moglie Roberta Ragusa. Mi disse anche di essere preoccupato perché Logli lo avrebbe potuto denunciare e avrebbe potuto ricevere un’altra condanna, e quindi un aumento della pena“. Potrebbe interessarti anche —> Dove è finito il corpo di Roberta Ragusa? Sospetti sul magazzino di casa Logli: «Cercate lì»

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